Papa

13 marzo. Francesco è Papa da 8 anni. Gli auguri della Cei

Riccardo Maccioni sabato 13 marzo 2021

Se dovessimo scegliere a chi affidare gli auguri a Francesco per i suoi otto anni da Papa, sceglieremmo chi sta ai margini, un diseredato, un migrante, uno degli scartati cui Bergoglio fa riferimento sin dal primo giorno sul soglio di Pietro. E ancora prima, da semplice gesuita, da prete, da arcivescovo e cardinale. Perché Il Vangelo piaccia o no mette al centro i poveri, il Signore per così dire ha un debole per loro. E non si tratta di populismo a buon mercato ma di provare a mettere in pratica l’insegnamento di Gesù. Non a caso quando parla di giustizia sociale il Papa invita a prendere in mano il catechismo, a ripassare i dieci comandamenti, a capire le Beatitudini vera e proprio «carta d’identità del cristiano». Una definizione che abbiamo imparato a conoscere insieme a tante altre immagini suggestive, come il richiamo alla Chiesa ospedale da campo, alle periferie esistenziali da raggiungere, al pastore con l’odore delle pecore per definire i preti, all’esigenza di essere cristiani in uscita, in modo da poter incontrare l’uomo, ogni uomo, là dove vive.

Tutto è cominciato il 13 marzo 2013 quando al quinto scrutinio il Conclave scelse come successore di Benedetto XVI un cardinale “preso” «quasi alla fine del mondo», come disse il neo Vescovo di Roma annunciando di aver scelto come nome Francesco in onore del Poverello di Assisi. Da allora ci sono state tre encicliche, cinque Sinodi, altrettante Esortazioni apostoliche, 33 viaggi internazionali, una miriade di prime volte e di gesti profetici, la volontà pertinace di operare cambiamenti, dalla riforma della Curia di Roma, all’impegno di dare spazio alle donne nei luoghi di responsabilità. Tutto portato avanti con profonda umiltà, senza mai perdere di vista il senso della comunità e la consapevolezza di essere il “servo dei servi di Dio”. Bisognoso per rispondere alla chiamata del Signore di preghiera, di tanta preghiera, quella che il Papa chiede alla fine di ogni discorso, di ogni incontro, di ogni saluto.

Gli auguri della Cei

"Santità,

i Vescovi italiani ricordano con gioia l’ottavo anniversario dalla Sua elezione al soglio pontificio.

Il nostro augurio si fa riconoscenza per il dono della Sua parola, arricchita da segni e iniziative che orientano il cammino delle nostre Chiese verso una nuova tappa evangelizzatrice.

Siamo consapevoli, come Lei ha avuto modo di ricordarci, che «la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro». Con se stessi, con Dio, con gli altri, con gli ultimi.

Questo periodo della storia, segnato dalla pandemia e dai suoi effetti, ci ha tolto la bellezza dello stare insieme, ma ci ha ancora più radicati nella convinzione che nessun uomo si salva da solo.

Con le nostre comunità, La ringraziamo per averci fatto capire che «abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che nessuno di noi è un’isola, […] che possiamo costruire il futuro solo insieme, senza escludere nessuno».

La ringraziamo per averci insegnato, con gesti concreti, che lo scorrere dei giorni ha senso pieno quando è vissuto per gli altri.

La ringraziamo per il dono della Sua presenza, affettuosa e paterna, nella vita della nostra Chiesa.

Nel porgerLe gli auguri per questo anniversario, Le rinnoviamo la nostra vicinanza operosa e Le assicuriamo la nostra preghiera".

Roma, 13 marzo 2021

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana