Papa

Papa. «Il piccolo Gesù ci ricorda che metà dei profughi sono bambini incolpevoli»

Redazione Internet venerdì 14 dicembre 2018

"La Santa Famiglia di Nazaret visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane".

Ricevendo in udienza nella Sala Clementina i promotori, gli organizzatori e gli artisti del Concerto di Natale in Vaticano, che avrà luogo sabato 15 dicembre nell'Aula Paolo VI, promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica, e il cui ricavato sarà devoluto a favore della Fondazione pontificia Scholas Occurrentes e della Fondazione salesiana Missioni Don Bosco, papa Francesco ha sottolineato che "il Natale è sempre nuovo, perché ci invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità".

Quest'anno, in particolare, ha proseguito papa Francesco il Natale, "ci chiama a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo - migranti, profughi e rifugiati - in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate da ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici". "Per lasciare tutto - casa, parenti, patria - e affrontare l'ignoto, bisogna avere patito una situazione molto pesante!", ha sottolineato il Pontefice. "Quando l'ira violenta di Erode si abbatté sul territorio di Betlemme - ha ricordato -, la Santa Famiglia di Nazaret visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane". "A questi drammi la Chiesa risponde con tante iniziative di solidarietà e assistenza, di ospitalità e accoglienza", ha aggiunto Francesco.

Va ricordato inoltre il tradizionale appuntamento per la Benedizione dei Bambinelli in piazza San Pietro, prevista quest'anno per domenica 16 dicembre. L'evento, voluto da Paolo VI, raccoglie da decenni bambini, ragazzi, famiglie ed animatori nella terza domenica di Avvento per la recita dell'Angelus e la benedizione delle statuine. Per gli Oratori romani si tratta di un momento prezioso del percorso in preparazione del Natale anche per ricordare a tutti come Gesù venga nel mondo per rispondere alla sete di felicità che è insita nel cuore dell'uomo.