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Angelus. Il Papa annuncia l'Anno dedicato alla "Famiglia Amoris laetitia"

lunedì 28 dicembre 2020

Un anno di riflessione sull’Amoris laetitia. È quello annunciato ieri il Papa prima della recita dell’Angelus, in occasione del quinto anniversario di promulgazione dell’Esortazione apostolica che ricorrerà il 19 marzo 2021. Sarà un’opportunità per approfondire i contenuti del documento, ha precisato Francesco che si concluderà il 26 giugno 2022: “Queste riflessioni saranno messe a disposizione delle comunità ecclesiali e delle famiglie, per accompagnarle nel loro cammino. Fin d’ora invito tutti ad aderire alle iniziative che verranno promosse nel corso dell’Anno e che saranno coordinate dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita”.

Al termine dell'Angelus, con la dolcezza e la premura del padre, Francesco prega e invita a pregare per tutte le famiglie segnate dal lutto a causa del Covid. Dopo il saluto a tutti coloro che seguono "la preghiera mariana attraverso i mezzi di comunicazione sociale". Le sue parole sono ulteriore consolazione per chi ha il cuore ferito: «Oggi, specialmente, affido al Signore ogni famiglia, specialmente quelle più provate dalle difficoltà della vita e dalle piaghe dell’incomprensione e della divisione. Il Signore, nato a Betlemme, doni a tutte la serenità e la forza di camminare uniti nella via del bene».

Ma nell’affidamento a Dio, ci sono anche i medici e gli operatori sanitari quotidianamente coinvolti nella lotta al virus. Un impegno immenso e generoso che viene pagato a caro prezzo accanto a famiglie e persone sole: «Penso anche ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario il cui grande impegno in prima linea nel contrasto alla diffusione del virus ha avuto significative ripercussioni sulla vita familiare».

Oltre alla preghiera e all'affidamento, Francesco chiede l’impegno personale per tenere unita la famiglia. Così come già detto prima dell'Angelus, raccomanda tre parole fondamentali "che aiuteranno tanto a vivere l’unità nella famiglia": «"Permesso” – per non essere invadenti, rispettare gli altri – “grazie” – ringraziarci, mutuamente in famiglia – e “scusa” quando noi facciamo una cosa brutta. E questo “scusa” – o quando si litiga – per favore dirlo prima che finisca la giornata: fare la pace prima che finisca la giornata».