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Domenica. Il Papa celebra la Festa della Divina Misericordia a Santo Spirito in Sassia

Mimmo Muolo giovedì 8 aprile 2021

L'altare della Divina Misericordia, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia

Per la seconda volta, papa Francesco presiederà la Santa Messa nella Festa della Divina Misericordia, domenica 11 aprile, nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma, che dal 1994 per decisione dell'allora cardinale vicario Camillo Ruini è stata elevata a Santuario della Divina Misericordia. La Messa sarà celebrata in forma privata alle ore 10.30 e, al termine, dalla stessa chiesa il Papa guiderà la recita del Regina Coeli. La celebrazione e la recita del Regina Coeli potrà essere seguita in diretta su Tv2000 e Rai1 a partire ore 10.20. Ma anche su Vatican Media e in streaming su Vatican News con i commenti in lingua italiana, francese, inglese, tedesca, spagnola, portoghese e araba.

​La Messa di Papa Francesco

Concelebreranno la Santa Eucarestia insieme al Santo Padre, alcuni Missionari della Misericordia, in rappresentanza dei più di mille sacerdoti, istituiti durante il Giubileo della Misericordia, ai quali il Papa ha affidato un mandato particolare, legato alla celebrazione del sacramento della Riconciliazione e alla predicazione del mistero della misericordia divina.
In ottemperanza alle norme vigenti volte a ridurre il contagio da Covid-19, la capienza della chiesa è stata ridotta; parteciperanno alla Messa, infatti, circa 80 persone. Come espressione dei segni di misericordia saranno presenti un gruppo di detenuti e di detenute dal carcere di Regina Coeli, Rebibbia femminile e Casal del Marmo di Roma, alcune Suore Ospedaliere della Misericordia, una rappresentanza di infermieri dell’Ospedale di S. Spirito in Sassia, alcune persone con disabilità, una famiglia di migranti dall’Argentina, dei giovani rifugiati provenienti da Siria, Nigeria ed Egitto, tra cui due persone egiziane appartenenti alla Chiesa copta e un volontario Caritas siriano appartenente alla Chiesa cattolica sira.

La Festa della Divina Misericordia


Il Papa che della misericordia ha fatto la bussola del suo Pontificato, al punto da indire e celebrare un Anno Santo a tema (il primo nella storia con questa caratteristica), si pone dunque nella scia del Pontefice che ha istituito questa festa per la Chiesa di tutto il mondo e che sulla misericordia di Dio ha scritto anche un’enciclica: Dives in misericordia. Fu infatti san Giovanni Paolo II a fissarla nel 2000 in coincidenza con la prima domenica dopo Pasqua, la “Domenica in albis”. Papa Wojtyla morì il 2 aprile 2005, che quell’anno era il sabato in Albis. Dunque il giorno precedente alla Festa da lui stesso istituita.

Perché questa data? Secondo le visioni mistiche di suor Faustina Kowalska, che la santa polacca annotò nel suo Diario, fu Gesù in persona a chiederlo mentre le descriveva come avrebbe dovuto dipingere il quadro poi diventato famoso in tutto il mondo. “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”. Negli scritti di suor Faustina (che Papa Wojtyla ha beatificato nel 1993 e canonizzato nel 2000) si ricorda anche che Gesù ha ripetuto questa richiesta in 14 apparizioni, dando indicazioni anche per la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate. Nel Diario, la mistica scrive: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore". E questa è appunto la ragione per cui il Risorto indica la data della Domenica in albis per la Festa e anche il motivo della sua istituzione: “Desidero – sono le parole che nel Diario suor Faustina attribuisce a Gesù ­- che la Festa della misericordia sia di riparo e di rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della mia misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della mia misericordia. L'anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. [...] Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto”.

Santa Kowalska (1905-1938) fu la prima a celebrare individualmente questa festa con il permesso del confessore. Ma già nel 1944 il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia – Lagiewniki (dove anche il giovane Karol Wojtyla si fermava a pregare sulla strada della fabbrica Solvay) era presente. Nel 1951 il cardinale Adam Sapieha, arcivescovo di Cracovia (colui che ordinò sacerdote il futuro Giovanni Paolo II), vedendo la grande devisione popolare che accompagnava la ricorrenza, concesse l’indulgenza plenaria per sette anni. Ben presto la Festa si estese a tutte le diocesi polacche.

La Domenica in Albis

La Domenica in Albis, la prima dopo la Pasqua, è sempre stata liturgicamente molto importante. Le parole “in albis” sono in realtà una parte della locuzione latina in albis deponendis o in rito ambrosiano depositis. Ai primi tempi della Chiesa, infatti, il battesimo era amministrato durante la notte di Pasqua, e i battezzandi indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva, proprio fino alla prima domenica dopo Pasqua, detta perciò "domenica in cui si depongono le vesti bianche" (in albis deponendis, appunto). Con questo giorno si chiude l’ottava di Pasqua e si proclama il brano del Vangelo di Giovanni in cui si parla dell’incredulità di san Tommaso (l’episodio si svolge proprio nella domenica dopo Pasqua). Ragion per cui viene chiamata anche, dagli ortodossi, “Domenica di san Tommaso”. Gesù, perdonando l’incredulità dell’apostolo pentito, dà ulteriore prova della sua misericordia.