Papa

Angelus 6 gennaio 2015. «Anche i lontani sono inseguiti dall'amore di Dio»

Sergio Centofanti, Radiovaticana martedì 6 gennaio 2015
​Dopo la Messa per l'Epifania, il Papa si è affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico per recitare la preghiera dell’Angelus insieme ai tanti pellegrini, oltre 50mila, presenti in Piazza San Pietro. Francesco, nell’occasione, ha ribadito che l’Epifania ci ricorda che Gesù è venuto sulla terra per salvare tutte le genti.
L’Epifania allarga i nostri sguardi all’orizzonte del mondo e ci parla della volontà di Dio di salvare tutta l’umanità. Dio – ha affermato il Papa – “non riserva il suo amore ad alcuni privilegiati, ma lo offre a tutti. Come di tutti è il Creatore e il Padre, così di tutti vuole essere il Salvatore”. “Per questo, siamo chiamati a nutrire sempre grande fiducia e speranza nei confronti di ogni persona e della sua salvezza: anche coloro che ci sembrano lontani dal Signore sono seguiti – o meglio ‘inseguiti’ – dal suo amore appassionato, dal suo amore fedele e anche umile”.
Quello dei Magi – sottolinea - è “come un viaggio dell’anima, come un cammino verso l’incontro con Cristo. Essi sono attenti ai segni che ne indicano la presenza; sono instancabili nell’affrontare le difficoltà della ricerca; sono coraggiosi nel trarre le conseguenze di vita derivanti dall’incontro con il Signore. La vita è questa: - ha aggiunto a braccio - la vita cristiana è camminare, ma essendo attenti, instancabili e coraggiosi. Così cammina un cristiano. Camminare, attento, instancabile e coraggioso. L’esperienza dei Magi evoca il cammino di ogni uomo verso Cristo. Come per i Magi, anche per noi cercare Dio vuol dire camminare, fissando il cielo e scorgendo nel segno visibile della stella il Dio invisibile che parla al nostro cuore. La stella che è in grado di guidare ogni uomo a Gesù è la Parola di Dio". Essa - ha aggiunto - "è luce che orienta il nostro cammino, nutre la nostra fede e la rigenera. È la Parola di Dio che rinnova continuamente i nostri cuori e le nostre comunità”.
“Pertanto non dimentichiamo di leggerla e meditarla ogni giorno, affinché diventi per ciascuno come una fiamma che portiamo dentro di noi per rischiarare i nostri passi, e anche quelli di chi cammina accanto a noi, che forse stenta a trovare la strada verso Cristo. Sempre con la Parola di Dio. La Parola di Dio a portata di mano: un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, sempre, per leggerlo. Non dimenticatevi di questo: sempre con me la Parola di Dio!”.
Il pensiero del Pontefice va poi anche ai fratelli e alle sorelle dell’Oriente cristiano, cattolici e ortodossi, molti dei quali celebrano domani il Natale del Signore: “Ad essi – afferma - giunga il nostro affettuoso augurio”. Il Papa ricorda, quindi, che nella Solennità dell’Epifania si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria: “È la festa dei bambini che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo. Incoraggio gli educatori a coltivare nei piccoli lo spirito missionario. Che non siano bambini e ragazzi chiusi, ma aperti; che vedano un grande orizzonte, che il loro cuore vada avanti verso l’orizzonte, affinché nascano tra loro testimoni della tenerezza di Dio e annunciatori del Vangelo”.