Papa

Angelus. «La corsa ai primi posti fa male alla comunità e alla Chiesa»

lunedì 2 settembre 2019

"Sono rimasto chiuso nell'ascensore per 25 minuti! C’è stato un calo di tensione e si è fermato l’ascensore. Grazie a Dio sono venuti i Vigili del Fuoco – li ringrazio tanto! – e dopo 25 minuti di lavoro sono riusciti a farlo andare".

Papa Francesco ha spiegato così, domenica, prima dell’Angelus, il suo ritardo alla finestra dello studio del Palazzo apostolico vaticano per la recita della preghiera mariana. Soffermandosi sul Vangelo della domenica, il Pontefice ha rivolto lo sguardo all'atteggiamento di correre per guadagnarsi i primi posti, “un atteggiamento piuttosto diffuso, anche ai nostri giorni, e non solo quando si è invitati a un pranzo: abitualmente, si cerca il primo posto per affermare una presunta superiorità sugli altri”. “In realtà, questa corsa ai primi posti fa male alla comunità, sia civile sia ecclesiale, perché rovina la fraternità”, ha ammonito Francesco.

Ricordando le due parabole raccontate da Gesù, il Papa ha osservato che “non dobbiamo cercare di nostra iniziativa l’attenzione e la considerazione altrui, ma semmai lasciare che siano gli altri a darcele”. “Gesù ci mostra sempre la via dell’umiltà, perché è quella più autentica, che permette anche di avere relazioni autentiche”. Nelle parole di Francesco, infine, un altro insegnamento: il “contraccambio umano” di favori “non è cristiano”. “La generosità umile è cristiana – ha concluso il Papa -. Il contraccambio umano, infatti, di solito falsa le relazioni, le rende ‘commerciali’, introducendo l’interesse personale in un rapporto che dovrebbe essere generoso e gratuito. Invece Gesù invita alla generosità disinteressata”.