Opinioni

Il direttore risponde. Vita e unità, impegni grandi

Marco Tarquinio venerdì 11 maggio 2012
Gentile direttore,
abbiamo letto l’articolo comparso su Avvenire del 3 maggio: "Insieme per una nuova cultura della vita". Siamo contenti che la marcia del 13 non sia interpretata come una iniziativa "contro il Movimento per la Vita". Non è così, per vari motivi. Anzitutto perché sono molti i volontari e i dirigenti del Mpv e di Cav locali che ci aiutano nell’organizzazione e che parteciperanno all’evento. Inoltre, tra i premiati, al convegno del 12, ci saranno, addirittura, uno dei fondatori del primo Cav in Italia, e ideatore del Progetto Gemma, Mario Paolo Rocchi, e Miranda Lucchini, storica colonna di un Cav romano. In secondo luogo perché l’idea della marcia nasce dalla relazione con altri Movimenti per la vita europei che da anni organizzano marce per la vita e che ci sostengono in questo. Numerose saranno le delegazioni straniere presenti. Più volte in passato si è chiesto all’onorevole Carlo Casini di proporre altrettanto nel nostro Paese, ma il presidente nazionale del Mpv da una parte ha sempre detto di non essere d’accordo con questo tipo di manifestazioni e/o di non ritenerle importanti, dall’altra non ha mai risposto al nostro invito ufficiale, né in occasione della prima né in occasione della seconda marcia. Non si è dunque voluto fare qualcosa contro qualcuno, ma qualcosa che mancava. Con l’augurio di svariati cardinali e vescovi, e il plauso di oltre cento associazioni, tra cui molte impegnate da anni proprio nella valorizzazione e nella difesa della vita nascente (Il Dono, la Quercia millenaria, Voglio Vivere ecc… ) e desiderose di un grande evento unitario, mai prima realizzato. Con i nostri più cordiali saluti
Luigi Coda Nunziante - (Associazione Famiglia Domani)
Francesco Agnoli - (Movimento Europeo Difesa Vita) Siamo lieti di constatare, e di registrare, cari Agnoli e Coda Nunziante, che nel nostro Paese si sta manifestando una crescente consapevolezza di quanto sia importante proporre e argomentare pubblicamente le ragioni a favore della vita umana, in particolare quand’è più vulnerabile rispetto a minacce, interessi, ideologie, disinformazione. Per questo salutiamo con gratitudine e interesse due iniziative come la Marcia del 13 maggio a Roma e l’appuntamento nazionale del Movimento per la vita in Vaticano del 20 maggio. Siamo appassionati sostenitori di uno spirito unitario che dev’essere sempre nitido, senza alcuna contaminazione di polemiche incomprensibili e controproducenti nei confronti di chi, con tenacia e coraggio, si batte per la stessa causa. Su Avvenire cose così non hanno trovato, non trovano e non troveranno spazio e ospitalità. Mi preme, poi, sottolineare che la più grande "Marcia per la vita" in corso oggi in Italia e nel Vecchio Continente è – a mio parere – quella promossa in forma di gigantesca raccolta di firme da Carlo Casini, coralmente sostenuta dai Movimenti per la vita dei Paesi Ue e salutata con grande favore dai vescovi europei. Con tempestività e lungimiranza applica per la prima volta "dal basso" il Trattato di Lisbona, raccogliendo firme dei cittadini europei in tutta l’Unione per il riconoscimento dell’embrione come "uno di noi". Questa iniziativa prenderà forza il 20 maggio. E Avvenire è schierato, come sempre, con l’«uno» più fragilmente senza voce e con il «noi» delle comunità consapevoli di sé e dei valori che le fondano. Stiamo al fianco di quanti – come voi – in retta coscienza si spendono su questo fronte decisivo. Siamo armati di fede e ragione, di speranza e carità. Null’altro, ma è l’essenziale. Ricambio i cordiali saluti.