Opinioni

La task force dell'ex iena Giarrusso. Università, quel morso può scuotere il sistema

Roberto Carnero giovedì 13 settembre 2018

Viviamo in un Paese davvero singolare. Non è una storia nuova: quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito. Per far fronte al fenomeno dei concorsi universitari 'pilotati', il Miur ha comunicato di aver nominato una task-force che dovrà occuparsi di monitorare le procedure di selezione, a capo della quale è stato posto Dino Giarrusso, ex giornalista del programma tv 'Le iene'. I commenti alla notizia sono stati tra il l’ironico, il sarcastico e lo sdegnato: ma come, a un incarico così delicato è stato chiamato un autore di scoop tv? Non c’è dubbio che la scelta del nome sia legata alla strategia comunicativa, sempre un po’ 'a effetto', dei 5stelle. Il sottosegretario all’Istruzione, il pentastellato Lorenzo Fioramonti, ha scritto sulla propria pagina Facebook: «Sarà Dino Giarrusso a dirigere il nostro osservatorio sui concorsi nelle università e negli enti di ricerca.

Chi meglio di una ex Iena per farlo?». Tuttavia la vera notizia, più che il nome del suo responsabile, è l’istituzione di una simile struttura di garanzia, cosa che nessun Governo prima d’ora aveva osato fare. E la reazione, infatti, non si è fatta attendere, per bocca di Gaetano Manfredi, presidente della Crui (la Conferenza dei rettori universitari): «Esistono già tantissimi strumenti di controllo degli atti che consentono ai candidati di difendere i propri diritti, fino al ricorso alla magistratura». Ma il problema è proprio questo: se i ricorsi sono così numerosi, è perché qualcosa a monte non funziona.

Quello della scarsa trasparenza nelle procedure di selezione del personale docente negli atenei è un tema caldo, come testimoniano i diversi articoli usciti negli ultimi mesi anche su queste colonne, man mano che si infittivano le segnalazioni di irregolarità (prima presunte, in molti casi poi accertate). Le stesse segnalazioni che sono planate sulla scrivania di Fioramonti, come lui stesso ha dichiarato. Forse perché il governo Conte si è presentato da subito come il «governo del cambiamento», molti hanno nutrito e stanno nutrendo fiducia che sia così anche in un ambito chiuso e autoreferenziale come quello della nostra accademia. Piace pensare che l’iniziativa di cui ora stiamo parlando sia anche, indirettamente, una risposta alle sollecitazioni di stampa (non molte, per la verità) e di alcuni gruppi di pressione costituti da docenti e ricercatori universitari.

Uno di questi, l’Oicu (Osservatorio indipendente sui concorsi universitari), da alcuni mesi svolge, grazie a generose disponibilità volontarie, un’azione di monitoraggio e di segnalazione agli organi competenti – rettori dei vari atenei, Miur, Anac – dei bandi di concorso troppo 'profilati', cioè contenenti un profilo così specifico da far sorgere più di un sospetto che si tratti di un bando ad personam. Non poche volte, però, gli appelli dell’Oicu cadono nel vuoto. Ora che ci sarà un Osservatorio ministeriale, probabilmente l’efficacia dei suoi interventi sarà maggiore. Insomma, il Governo ha riconosciuto – e questa è la prima, bella notizia (la luna da guardare!) – che il problema esiste e va affrontato. Si tratterà a questo punto di riempire il contenitore di contenuti e di specificare quali saranno il perimetro di azione e il raggio di intervento del nuovo organismo.

Dicevamo che ci si è scandalizzati per il nome di Dino Giarrusso, 44 anni, laurea in Scienze della Comunicazione a Siena, già docente a contratto (per un breve periodo) all’Università di Catania. Giarrusso, però, ha un elemento che gioca a suo favore: è – di fatto – estraneo al mondo universitario. Quello che potrebbe apparire come un elemento di debolezza è, in realtà, il suo punto di forza. Meglio un 'esperto'? Ma chi può dirsi esperto di concorsi universitari? Un docente universitario, ovviamente. Proprio ciò che andava evitato: non si può chiedere al 'controllato' di diventare 'controllore' di se stesso.

Un magistrato, allora? Il rischio sarebbe stato quello di una valutazione puramente formale delle procedure. Forse quello che serve per smontare la macchina inceppata è proprio una persona dotata, semplicemente, di sano buon senso. Perché ciò che nella logica accademica viene dato per scontato (come sapere 'per chi è' un certo concorso, cioè chi sia il vincitore in pectore: ed è rarissimo che i pronostici vengano smentiti), se visto da fuori appare incredibile e, per chi lo vive sulla propria pelle, intollerabile. Ecco forse, allora, che uno come la 'Iena' (o 'ex Iena') Giarrusso ha le carte in regola per 'mordere' il sistema.