Opinioni

SECONDO NOI. La vera provocazione, le giuste scuse

Av giovedì 27 dicembre 2012
Quando divampa un disatroso incendio, il primo responsabile è chi lo ha appiccato. Certo, si può anche ragionare su altri fattori: clima, vento, ritardi nei soccorsi, mancata prevenzione... Ma, innanzi tutto, va detto con chiarezza, rovesciando un famoso slogan,che "chi brucia non ama". Ed è un delinquente. O un pazzo. Mille volte di più quando un uomo picchia, usa violenza e addirittura uccide una donna. Un uomo così non è più un uomo. È uno che brucia di odio e di malvagità. Ingiustificabili, sempre. Per questo ha suscitato sbalordite e irate reazioni il volantino che un parroco dello Spezzino ha affisso fuori dalla chiesa mettendo assieme assassini di donne e presunte «provocazioni» femminili. Ieri, dopo che il suo Vescovo con saggezza e fermezza era già intervenuto con gesti concreti e parole inequivocabili, il sacerdote che così tanto era riuscito a sbagliare (entrando, poi, in un vortice di esternazioni imbarazzate e ulteriormente imbarazzanti) ha riparato. Ha ammesso che l’unica «provocazione» senza senso e prudenza era stata la sua. E ha chiesto scusa alle donne che aveva offeso. Giusto, e a tempo di record. Siamo sicuri che altri, anche tra i politici e i giornalisti, prenderanno l’esempio e sapranno scusarsi quando offendono persone e verità.