Opinioni

Il direttore risponde. Se tornasse la lira? Si ballerebbe...

mercoledì 1 dicembre 2010
Caro direttore,desidero conoscere il suo parere sul seguente quesito: nel 2002 è entrato in vigore l’euro e prima di questo evento sia i giornali che la televisione sbandieravano che nulla sarebbe cambiato, tranne il cambio della moneta, e che per ogni 1936,27 lire avremmo avuto in cambio un euro. Tutto è filato liscio nel cambio; infatti un dipendente che guadagnava 2.000.000 di lire ha avuto in cambio 1.032,91 euro. Quello che non ha rispettato i patti è stato il commercio; infatti per un prodotto che costava 10.000 lire immediatamente sono stati chiesti 10,00 euro. Avendo sostituito 1.000 lire con un euro, tutto, niente escluso, è stato adeguato all’esagerato e redditizio cambio. Avendo dimezzato a tutti il potere d’acquisto, i consumi sono crollati; di conseguenza è crollata la produzione e l’industria ha incominciato a licenziare. Tutto questo è stata la causa della crisi che ancora oggi la fa da padrona. Difficilmente si ritornerà al benessere di prima. La mia domanda è la seguente: causa la crisi mondiale, spesso si sente dire che forse l’euro sarà abbandonato per ritornare alla vecchia moneta. Per quanto mi riguarda, spero che questo non succeda mai per tanti motivi che non sto ad elencare. Se dovesse succedere, come regola si dovrebbe fare marcia indietro di tutto e su tutto: le 1.032,91 euro dovrebbero essere cambiate con 2.000.000 di lire, ma anche il prodotto che oggi costa 10,00 euro dovrebbe costare 10.000 lire. Secondo lei, se dovessimo ritornare alla lira, ritorneremo anche a spendere 10.000 lire per comperare il prodotto che oggi costa 10,00 euro? Gli approfittatori di allora, che godono di tanto privilegio ancora oggi, rinunceranno ai loro lauti guadagni?

Antonio De Iorgi

Se tornasse la lira, caro signor De Iorgi, credo che si ballerebbe e si brinderebbe per una settimana. Poi si ballerebbe soltanto, di brutto. E non sarebbe affatto divertente. Battute a parte, sappiamo tutti che la storia non si può cambiare e che la capacità di acquisto non si può ricreare con un colpo di bacchetta magica. L’euro è una importante realtà ed è, oggi, un patrimonio di tutti gli europei, noi compresi. Chi lo attacca non ha scopi nobili, ma biecamente speculativi. Noi italiani abbiamo pagato un prezzo salato per la moneta unica, e lei – a suo modo – ce lo ricorda. Teniamocela cara, conviene a tutti e ne vale la pena.