Opinioni

L'omicidio del consenziente. Mai incivili scorciatoie

Marco Tarquinio martedì 15 febbraio 2022

C’è una «tutela minima» della vita umana che è «costituzionalmente necessaria» e il caterpillar referendario armato da quanti avrebbero voluto spalancare quasi integralmente le porte all’omicidio del consenziente l’avrebbe fatta a pezzi.

La Corte costituzionale, bocciando il quesito abrogativo di gran parte dell’art. 579 del Codice penale, predisposto dall’Associazione Coscioni, ha ribadito un principio cardine dell’ordinamento repubblicano. Un perno di civiltà che purtroppo non vogliono riconoscere quei fautori dell’eutanasia che hanno osato dare degli ignoranti agli illustri giuristi che proprio da queste pagine avevano dato l’allarme sulla devastazione che un simile, inimmaginabile, colpo d’accetta avrebbe prodotto.

Si diceva "eutanasia", letteralmente dolce morte, ma si premeditava un’assoluzione laica a chiunque avesse ucciso chiunque altro (ritenuto in retti sensi) che avesse invocato la morte. Abbiamo provato a spiegarlo, trovando orecchie tappate e presunzioni di granito, anche nei mass media. Ma gli slogan a effetto possono anche incantare un pezzo di opinione pubblica e più di un cronista, non possono cambiare i fatti. E la Consulta ha valutato i fatti. Non ci sono scorciatoie plebiscitarie contro la civiltà.