Opinioni

I canti della Chiarastella. Quella capanna è il paradiso L'Avvento e l'identità grika

Ambrogio Sparagna domenica 20 dicembre 2015
EPAME OLI NA DUME TO KKRISTÒEpame oli na dume to Kkristòce citti kkapandeddha pu ghennìsiEcessu ekùete ’a mùsiko leftòce Anghèli ma to orio traudisiOli e pastori estekune ettumbròce m’a sugliavria cis to pleo eladìE paradiso cini kapanneddhap’òkame ’o pedì e VergineddhaAndiamo tutti a venerare il Cristonella piccola grotta dove è natoLi si ascolta un musicista fineed angeli esperti di un bel cantoTutti i pastori sono qui davantie con flauti suonano a garaÈ Paradiso quella capannelladove la Verginella partorìCanto di Castrignano dei Greci (Lecce) in lingua grika, tratto dalle raccolte di Vito Domenico Palumbo,(1854-1918), poeta e grecista e studioso di tradizioni popolari di Calimera. Tra le tante minoranze linguistiche presenti in Italia quella grika è tra le più antiche; una lingua che ormai si parla soltanto in una manciata di comuni nella campagna salentina, in provincia di Lecce. L’origine di queste comunità è stata a lungo oggetto di controversie. Gli studiosi Gerhard Rohlfs e Georgios Hatzidakis, sostennero l’ipotesi di una continuità diretta dalle antiche colonie greche dell’Italia meridionale e della Sicilia presenti già dall’VIII-VII secolo a.C. e che costituivano la Magna Grecia storica. Alcuni studiosi italiani come Oronzo Parlangeli e Giuseppe Morosi hanno invece avversato questa teoria in favore di un’origine più recente, legata all’immigrazione di popolazioni ellenofone nel Medioevo, adducendo come prova la somiglianza del grecanico con il greco moderno, che rende queste lingue parzialmente intelligibili fra loro. Studi recenti hanno invece ipotizzato che l’immigrazione medievale abbia rinforzato comunità ellenofone più antiche già presenti. In queste comunità salentine, che conservano tratti comuni anche a quelle presenti in alcuni comuni calabresi dell’area del Reggino, il canto religioso e in particolare quello legato al periodo dell’Avvento, costituisce un segno identitario molto forte. In particolare a Corigliano d’Otranto, il paese più vivace di questa originale isola etno-linguistica ellenofona, numerosi gruppi spontanei di giovani cantori continuano ad eseguire durante il periodo da Natale all’Epifania i tipici canti di questua della Strina.