Opinioni

Cosa raccontano i dati del Censimento . Quel "fare famiglia" difficile ma ambito

Francesco Belletti * giovedì 31 luglio 2014
Come sta cambiando la struttura della convivenza in Italia? I dati del Censimento 2011, diffusi ieri dall’Istat sono un’occasione preziosa di riflessione, per capire meglio, al di là di pregiudizi e stereotipi, come stia realmente mutando la struttura stessa del 'vivere insieme' nel nostro Paese. E anche se da queste cifre non sarebbe corretto interpretare scelte valoriali o la qualità della vita quotidiana delle nostre famiglie; alcuni segnali sono però significativi e consentono anche qualche riflessione qualitativa. Un primo, eclatante dato è l’aumento complessivo del numero di famiglie: più 2,8 milioni. Famiglie più piccole, con più persone che vivono da sole: erano meno di 5,5 milioni nel 2001, superano i 7,5 milioni nel 2011. Cifre molto alte (oltre il 10% della popolazione oggi vive da sola), e la novità ulteriore è che non si tratta solo di anziani, rimasti da soli dopo una vita in famiglia, con coniuge e figli, ma anche di giovani o di adulti che 'scelgono' di vivere in piena autonomia, verrebbe quasi da dire 'isolati'. Leggendo il dato dal versante opposto, però, dovremmo anche riconoscere che la condizione familiare interessa la stragrande maggioranza delle persone; quasi il 90% delle persone vive in famiglia, condivide la vita con qualcun altro, e il modello del single,  per quanto spesso ben supportato anche da sapienti operazioni di  marketing ,  e per quanto in crescita, non è poi così interessante, per i progetti di vita degli italiani. Il progetto famiglia – verrebbe quasi da dire il 'valore' famiglia – rimane così al centro delle traiettorie di vita di quasi tutti gli italiani; o meglio, di tutti quelli che vivono in Italia Proprio l’Istat ci ricorda infatti che ormai vivono nel nostro Paese, spesso da molti anni, almeno cinque milioni di persone definite 'straniere' (senza la cittadinanza italiana), spesso minori nati in Italia, e perfettamente uguali, nella lingua, negli stili di vita, nelle scuole frequentate, negli sport praticati, ai figli dei 'nativi italiani'. Curiosa poi la 'trappola semantica' dell’Istat, che definisce 'famiglie' tutte le forme di convivenza abitativa, comprese le persone sole, che è difficile chiamare 'famiglia'. Nel linguaggio comune, infatti, la parola famiglia è certamente connessa con almeno una relazione interpersonale di parentela, o di coppia, o genitoriale (tra coniugi, tra genitore e figli: ma una persona sola, come si fa a dire che è famiglia?). La 'famiglia' del senso comune, infatti, viene chiamata dall’Istat 'nucleo familiare': ed è la modalità in cui vive quasi l’85% degli italiani. Ma come sono cambiati questi 'nuclei familiari' (le famiglie, in effetti)? Intanto sono cresciute di oltre mezzo milione di unità: persone che vivono in coppia, con figli o senza figli, oppure genitori soli con figli. Certo, qualche mutamento c’è stato, e di non poco conto: la forma prevalente rimane la coppia con figli (quasi nove milioni, il 52% dei nuclei familiari), ma la loro quota è diminuita (nel 2001 erano il 57,2% dei nuclei), mentre sono aumentate le coppie senza figli, e soprattutto i nuclei con un solo genitore. Questo è in parte dovuto all’invecchiamento complessivo della popolazione (molte coppie senza figli sono coppie anziane, che hanno avuto figli in passato), ma certamente da questi dati viene alla luce anche la crescente fragilità del legame di coppia. Ogni anno ormai sono circa 90.000 le separazioni, su poco più di 200.000 matrimoni: sempre altri dati Istat, stabili negli ultimi anni. Per non parlare poi della crisi della natalità, ormai drammaticamente congelata su indicatori da 'suicidio demografico'. Questi dati dimostrano quindi che le famiglie, nel nostro Paese, nel duplice legame coniugale e genitoriale, sono ancora lo spazio simbolico e di vita più rilevante per le persone. Questo non significa che sia facile 'fare famiglia', e infatti i segnali di allarme non sono pochi. Serve allora un soprassalto di attenzione a favore dei progetti di famiglia, da parte di tutta la società, per sostenere il difficile, ma entusiasmante cammino del 'fare famiglia', in una società che sembra voler fare a meno dei genuini legami familiari, quando non addirittura vuole combatterli ferocemente. * Presidente del Forum delle associazioni familiari Direttore Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)