Opinioni

Il direttore risponde. Pubblico errore, pubbliche scuse

venerdì 8 aprile 2011
Gentile direttore, sono un sacerdote missionario, Fidei donum della diocesi di Roma, in Argentina. Da qui ogni giorno cerco di informarmi sulle notizie dell’Italia e lo posso fare solo attraverso Internet. Oltre a visitare il vostro sito, guardo anche quelli di altre testate.Sinceramente le posso dire che del discorso di monsignor Crociata e dell’aiuto delle 93 diocesi per i profughi del Nordafrica, avete scritto soltanto voi!Ora, non è per discolpare la Littizzetto che comunque lì in Italia poteva informarsi meglio, però a noi che siamo all’estero sinceramente non è arrivata notizia. Nessun mezzo di informazione non cattolico ha dato conto di questa presa di posizione importante, o se l’ha fatto, l’ha reso praticamente invisibile, al punto che io, lettore attento, non me ne sono accorto! Ora, visto che sono tanto bravi a mettere in prima pagina gli sbagli che fa la Chiesa, perché non riconoscono pure le cose buone che fa?Le pare giusto? Mi scuso per il mio piccolo sfogo e ringrazio sinceramente lei e tutto lo staff di Avvenire per la buona informazione che mettete a disposizione dei vostri lettori.

don Alessandro De Rossi, Salta (Argentina)

Lei ovviamente, caro don Alessandro, non ha affatto torto.Anzi. Ma la Littizzetto non ha ragione. E ribadisco che il suo pubblico errore farebbe bene a ripararlo in modo altrettanto pubblico visto che si accoccola ogni fine settimana nelle case degli italiani grazie agli schermi del servizio pubblico radiotelevisivo.