Opinioni

Il direttore risponde. C'è tanto da scrivere e da fare

mercoledì 8 dicembre 2010
Caro direttore,ho la stessa età di Fabio Fazio, sono nata nel 1964, ed ho una formazione umana e culturale simile. Ho frequentato la facoltà di Lettere a Bologna negli anni ’80, partecipando alle lezioni di Eco, Celati, Anceschi ed altri professori non certo schierati con la Chiesa. Ho vissuto nella precarietà delle case di studenti, dove non si sa mai quanti saranno a mangiare e ancor meno quanti dormiranno la sera e con chi. Ho fumato uno spinello anche se non mi è piaciuto. Prima della laurea, ho partecipato a proteste, occupazioni e boicottaggi. Sono stata a Berlino Est (quando esisteva ancora) e ad Alexander Platz mi sono pure commossa. Ho sempre votato a sinistra (quando esisteva ancora). La mia migliore amica, morta di tumore in pochi mesi, era un’emiliana doc, comunista convinta e bravissima a tirare la sfoglia. Con lei andavamo alle Feste dell’Unità (quando esistevano ancora) e ci divertivamo da matte. Credo, dunque, di non poter essere assimilabile agli «integralisti cattolici» citati da Curzio Maltese. Ma non per questo resterò zitta. Ho sempre seguito Fazio: mi piaceva molto "Quelli che" e ho amato smisuratamente "Anima mia". Guardo spesso "Che tempo che fa" e più di una volta nelle sue interviste mi sembra che mi tolga le parole di bocca, perché chiede le stesse cose che vorrei sapere io. A proposito di Saviano, dico solo che abito in provincia di Napoli e quindi conosco bene le cose di cui ha raccontato. La prima puntata di "Vieni via con me" mi ha appassionata e non solo per Benigni. Ma poi: l’atteggiamento di chi crede di essere l’unico depositario della verità assoluta non si attaglia alla storia umana e televisiva di Fazio e men che meno all’esperienza di vita di Saviano. Perché continuare a credere che non ci siano, non dico altre opinioni, ma altre storie da raccontare? Perché continuare a pensare di aver detto tutto quello che c’era da dire? Perché guardare dall’alto in basso quei milioni di persone che ogni giorno combattono la loro battaglia, non ritenendoli degni di parola nel loro specialissimo show? Così si comportano quelli che detengono un potere, quelli che non sono sicuri di sé e per questo evitano il contraddittorio. Così si comportano quelli che Fazio e Saviano hanno sempre combattuto con la penna e con l’ironia. Sinceramente, mi avete deluso!

Paola '64

Grazie davvero, cara Paola.Mi piace l’idea che la sua sia una sorta di ultima lettera sul caso "Fazio e Saviano".E adesso, amici lettori, giriamo pagina. C’è tanto da scrivere e da fare, e noi continueremo – ora un po’ meno soli nel mondo dei media – a dare voce al dolore e alla speranza. Alla vita. (mt)