Opinioni

La Giornata per il sostentamento del clero. Quando la comunione arriva fino al portafoglio

Mimmo Muolo sabato 20 novembre 2010
Il bollettino è riemerso ieri come per magia sotto la pila di carte che un movimento scomposto aveva fatto cadere. L’ho guardato per un attimo e finalmente l’ho riconosciuto. Era il bollettino per le offerte a favore dei sacerdoti italiani, le cosiddette offerte deducibili, che insieme all’8xmille costituiscono uno dei mezzi di derivazione concordataria, messi a disposizione degli italiani per sostenere la Chiesa. Guarda che tempismo, ho pensato. E infatti siamo alla vigilia della Giornata nazionale per il sostentamento per il clero, che da qualche anno coincide con la solennità di Cristo Re.Qualcuno potrà storcere il naso. Un bollettino di conto corrente di solito si associa a cose fastidiose: le bollette da pagare, la fila all’ufficio postale, il denaro che non basta mai, specie in questi tempi di crisi. Eppure per una volta l’associazione di idee è stata diversa. Dietro quel pezzo di carta mi è parso, infatti, di vedere un volto, anzi tanti volti. Ho pensato subito al mio parroco, al suo spendersi ogni giorno per le mille necessità della parrocchia: dal gruppo Caritas agli scout, dal catechismo alla sala della comunità, dagli incontri culturali e di approfondimento, al coretto della parrocchia, all’Azione Cattolica. E naturalmente ho pensato a quella grande sinfonia di voci e presenze che è, ogni domenica, il susseguirsi delle Messe, ognuna animata da un gruppo diverso, ma tutte così straordinariamente caratterizzate dallo stesso clima familiare.Poi, al volto del mio parroco si sono sovrapposti altri lineamenti. Ecco don Antonio, prete fidei donum nell’Africa più povera. E don Giovanni, che ha fondato una casa per malati di Aids. E don Lucio, che si interessa delle vittime dell’usura. E don Alfio, che giù in Sicilia non ha paura di testimoniare Cristo in un quartiere ad alta densità mafiosa. E don Giuseppe, che si occupa dei giovani dell’oratorio. E don Sergio che ha scelto di restare in montagna accanto ai suoi anziani, anche se il paesino si sta spopolando.La Giornata di domani è per loro. E per tutti gli altri 38mila "don" che su e giù per la Penisola continuano con la loro opera, spesso umile e silenziosa, a dare un volto alla Speranza di cui il nostro mondo è alla spasmodica, talvolta inconsapevole, ricerca. Una domenica per i sacerdoti italiani – tutti, nessuno escluso – grazie ai quali la Chiesa del nostro Paese resta, nonostante le insidie dell’individualismo, Chiesa di popolo e per il popolo, vicina ai bisogni più urgenti della gente e presente su tutte le frontiere della carità. Una domenica per dire grazie dei tanti benefici spirituali e anche per l’instancabile opera di promozione civile e sociale, che sempre più spesso costituisce l’inseparabile corollario del ministero di un prete.È passato qualche mese dalla conclusione dell’Anno sacerdotale, vissuto nella gioia per la riscoperta dell’inestimabile valore del sacerdozio ministeriale; ma anche, purtroppo, nel dolore per aver appreso che alcuni hanno approfittato di quel dono per violare degli innocenti. E naturalmente sia quella gioia, sia quel dolore rifluiscono nell’orizzonte ideale della Giornata per il sostentamento del clero 2010. Ecco allora che il bollettino e la conseguente offerta (che ognuno liberamente può scegliere di fare fino al 31 dicembre) assumono ancora maggior valore. Dicono cioè siamo insieme ai nostri sacerdoti, che non li abbandoniamo alla solitudine di cui talvolta si sente parlare, che il legame spirituale e affettivo è anche effettivo. E che la comunione, nella Chiesa in Italia, non è solo un vago sentimento, ma sa incarnarsi a un livello tale da toccare perfino il portafoglio.