Opinioni

Botta e risposta. Ma i diesel inquinano col calendario? Occorre più realismo

Alberto Caprotti mercoledì 12 settembre 2018

Gentile direttore,
il tavolo antismog metropolitano della mia città ha deciso che dal primo ottobre al prossimo aprile tutti i veicoli diesel fino all’euro 3 saranno bloccati. Durante il periodo estivo poteva circolare qualsiasi oggetto inquinante, comprese le locomotive a vapore ed eventuali auto diesel, anche se alimentate con olio di palma, e non c’era alcun inquinamento. A riprova di questo fatto i rapporti Arpa su Torino hanno fornito dati costantemente e abbondantemente sotto i 20 microgrammi, con qualche punta nei dintorni dei 25, e la prima soglia è fissata a 50... Il 15 ottobre i valori schizzeranno verso l’alto, ma i blocchi partiranno con due settimane d’anticipo. E con essi arriverà la condanna a morte di decine di migliaia di auto che inquinano solo in inverno mentre durante l’estate producono solo vapori balsamici. Mi vien da pensar male: abbiamo appreso che certi tecnici della Volkswagen avevano programmato le centraline per mostrare emissioni corrette solo in laboratorio. Non è che forse nel programma di queste altre centraline sia stata aggiunta una porzione di codice che decide che l’auto emetta porcherie sulla base del calendario? Oppure la triste realtà potrebbe essere che le auto non inquinano affatto quanto si dice, e che– nonostante l’installazione di caldaie a condensazione e altre innovazioni – a inquinare è il riscaldamento?

Andrea Bucci - Torino

È vero, gentile signor Bucci, avvicinandosi l’autunno e le scadenze fissate da alcune amministrazioni comunali per l’inasprimento dei divieti di circolazione, torna d’attualità un dibattito che sta assumendo (e assumerà sempre di più) il carattere di una vera battaglia ideologica. Il problema principale è che chi muove la guerra ai motori diesel sbandierando lo spauracchio delle emissioni nocive e dell’effetto serra – nelle amministrazioni comunali e altrove – è molto spesso poco o per nulla informato, e confonde le due questioni che andrebbero sempre tenute distinte. Il direttore mi chiede di risponderle e io lo faccio a partire da due dati necessari per riassumere brevemente la questione. Il primo: complessivamente i motori diesel di ultima generazione sono più 'puliti' anche rispetto ai benzina, ma colpire questo segmento di auto è molto più semplice (e demagogico) che intervenire, imponendo di cambiarle, su centinaia di migliaia di caldaie per il riscaldamento domestico e industriale altamente inquinanti. Il secondo: la presa di posizione della Commissione Europea, che ha rilevato che ben 130 città europee presentano livelli di ossido di azoto troppo alti, e che chiede provvedimenti immediati. Facile quindi prendersela con i motori a gasolio, che sono totalmente esenti da emissioni di ossido di carbonio (CO) ma effettivamente producono molto più NOX (ossido di azoto) rispetto ai propulsori a benzina. L’esigenza di limitarli, alla fin fine inevitabile quando si parla di vetture diesel 'anziane' anche se oggettivamente penalizzante per chi non ha la possibilità economica di acquistare un’auto nuova e meno inquinante, ha portato a decisioni forti, necessarie, ma in qualche caso esagerate come quando si ipotizza o già si annuncia di 'fermare' anche le diesel Euro 4 o Euro 5. Un circolo vizioso, che a volte si fa 'caccia alle streghe', dal quale è difficile uscire se non ci si decide a evitare estremismi da una parte e dall’altra. L’importante è ricordare sempre che l’inquinamento da autotrazione è uno dei problemi, ma che l’aria che respiriamo si ripulisce davvero solo considerando anche tutte le altre cause e gli altri vettori che la ammorbano.