Opinioni

Lo smemorato e la suocera. Il fuggitivo di Lajatico e una morale buona per tutti

Ferdinando Camon domenica 4 novembre 2018

Lo smemorato di Lajatico, Comune italiano di 1.300 abitanti in provincia di Pisa, l’uomo che è scappato in treno a Edimburgo e qui ha finto di aver perso la memoria e non sapere più chi è, e perfino di non saper parlare in italiano ma solo in inglese, ma dopo un mese è crollato e ha confessato di aver progettato il trucco per liberarsi della suocera, ha inventato una soluzione personale e impossibile a un problema generale e inevitabile: il matrimonio non è l’unione di un uomo e una donna, ma di lui con lei e tutto il clan di lei, e di lei con lui e tutto il clan di lui.

Quando il prete dice: 'Vuoi tu sposare la qui presente...?', dice poco, è reticente. Perché tu non sposi la donna che conosci da poche settimane o da molti anni (che comunque sono sempre pochi), ma sposi la sua biografia, la sua storia, la sua cultura, i suoi progetti, sua madre, suo padre, le sue amiche...: tutto quello che tutti i personaggi che hanno costellato la vita di lei le hanno calato nella testa. Sposi una 'persona', e una persona è una costruzione lunga, complessa e impossibile da smontare. Per questo non c’è da stupirsi se molti matrimoni tra una cristiana e un islamico vanno a rotoli.

Magari quando si sposano sentono attrazione, ma quando convivono, in genere quando nascono i figli, l’attrazione si sposta sui figli, e diminuisce e svanisce tra i coniugi. E può succedere che uno scappi lontano dall’altro, portandosi dietro i figli. Nel caso di Pisa il fuggiasco scappava dalla suocera, e dice bene il perché: perché in famiglia la suocera aveva tutta l’autorità, e lui niente. A questo punto nel mio cervello scatta un ricordo: temporibus illis ho letto su un settimanale cattolico la risposta di un prete alla domanda di una lettrice.

«Sto per sposarmi – scriveva la lettrice, e cito a memoria, posso essere impreciso –, e devo scegliere tra andar fuori casa, affrontando le spese e facendo i salti mortali, o restare con mia madre, risparmiando tutto, cosa mi consiglia?». Il prete rispose con due parolette semplici semplici: «Salti mortali». Perché se faceva i salti mortali, suo marito sposava solo lei. Se restava con la madre, suo marito sposava anche sua madre.

E il matrimonio poteva scoppiare. Se il marito di Pisa è scappato in treno da Pisa a Edimburgo per andar lontano dalla madre di sua moglie, non vuol dire che il matrimonio di lui più lei non regge, ma che il matrimonio di lui più lei più la famiglia di lei non regge. Non c’è dubbio che il matrimonio lega più della convivenza, con la convivenza si rompono unioni che col matrimonio resisterebbero. Tuttavia una volta il matrimonio non si doveva rompere, oggi si può romperlo. Questo fuggiasco di Pisa ha tentato di romperlo rompendo la propria identità. È scappato in un altro popolo, parlante un’altra lingua, ha finto di essere un altro, parlante solo quell’altra lingua, di non ricordare il proprio passato, perduto e cancellato. Operazione lambiccata e difficilissima. Infatti non solo è crollata, ma non è mai stata in piedi.

E neanche lui voleva che stesse in piedi. Che senso ha infatti scappare in treno, abbandonando la famiglia, perdersi nel nulla come un fantasma, lasciando però un foglietto scritto in un codice segreto, noto a lui e al figlio, con una sola parola che decrittata significava: 'Perdonami'? Secondo me, quel foglietto significava pochissime cose, del tipo: 'Cercami. Trovami. Non ti dimenticherò mai'. Lo han cercato. Lo han trovato. Sotto sotto, era quello che lui sperava. Una volta che hai fatto una famiglia, tu appartieni a quella famiglia. Da vivo e da morto. Da memore e da smemorato. Se la famiglia ha dei problemi, forse li puoi affrontare facendo i salti mortali.