Opinioni

IL DIRETTORE RISPONDE. La povera «carezza» di Anna

lunedì 22 aprile 2013
Caro direttore,le scrivo da una comunità psichiatrica e di barboni di Milano. Vorrei dirle che al cardinal Bagnasco oggi avrei fatto una carezza. Almeno lui ha capito che la gente non ce la fa più… Io ho lavorato a 2 euro all’ora pur di lavorare, ma quando ho perso la casa deliravo come un’ossessa e quando mi hanno portato via anche il cane con un escamotage perché se diventi un malato di mente te li scordi dignità e rispetto e diventi una cosa nelle mani di altri e per di più è un business… A 50 anni ti ritrovi nella tua città di nascita a vagare sugli autobus, tornata da Roma… Il cardinal Bagnasco ha capito che il Paese reale non ne può più di questo modo di fare politica. Papa Benedetto ha dato una lezione a tutti i politici italiani che non si dimettono mai. Papa Francesco a me piace tantissimo, ma proprio tanto, perché anche lui si rende conto delle afflizioni che prova la gente. C’è la crisi e non è una frottola, e vi farei vedere come i poveri sanno quanto prendono invece i politici… E non va bene com’è diventato il mio ex mondo, quello della tv che rimbambisce la gente con la cronaca nera al pomeriggio. È tanto cambiato tutto, in questi anni. E Bagnasco fa bene a dire che non ce la facciamo più… Ha ragione io sono andata a lavare i piatti a Trastevere, piuttosto che smontare dox ho scoperto che avevo diritto alla legge solo un anno fa. Quando ho completamente perso tutto, dei buoni cattolici mi hanno regalato Etty Hillesum, perché devo trovare gioia anche così: ma non c’è gioia quando non puoi nemmeno andare al cimitero dai tuoi, quando mandi maree di curriculum e a 50 anni non trovi più niente da fare. Pensate ai poveri, quelli veri, e fate smettere i politici di litigare… Ci sarebbe da fare un reportage sugli sfoghi di chi non lavora più. E io vado in parrocchia, dai barboni, a prendere la lana e il cotone e a fare maree di presine per la cucina… Pensateci quando scrivete, voi giornalisti. La Chiesa ha capito il momento storico. I politici invece non capiscono che non si può scandalizzare in continuazione la gente che ha bisogno di credere. Siamo anime in crescita… Ringraziate Bagnasco… Speriamo che i credenti si stanchino di destra e di sinistra, e si torni alla lettura del Vangelo insieme. Non mi riconosco a Milano, con i sacchi dell’immondizia con dentro i vestiti a girare per comunità. Casa mia era a Roma… Neanche il cane mi è rimasto, era l’unico affetto, legato alla Madonna di Pompei. Andai lì a chiedere una grazia e trovai questo cucciolo con un rosario nella scatola dov’era ferito… È durissima, direttore, sono andata anche a Medjugorje, e la psicologa temeva il mio delirio mistico… È così, diventi una cosa, devi sempre dire "posso?" e "grazie", non sei padrona del tuo tempo, della tua anima, della tua vita. A questo ti portano.Anna LuchettaHo letto con emozione e rispetto, cara signora Anna, le sue parole. E i pensieri mi sono scappati via, cercando di seguire il suo sguardo arruffato e fatto profondo dalla sofferenza. E il dolore si è fatto acuto. Pubblico perciò questa sua lettera con convinto pudore. So che così la sua povera e accorata «carezza» arriverà al destinatario. E spero che altri – tra coloro che lei chiama «i politici» – ne siano toccati.