Opinioni

Il direttore risponde. Comune di Roma e tutela delle famiglie

Marco Tarquinio mercoledì 14 agosto 2013
Gentile direttore,
in merito all’articolo apparso oggi (ieri, ndr) dal titolo "Comune di Roma, politiche familiari in retromarcia", intendiamo precisare che non è stata posta all’ordine del giorno alcuna revisione o sospensione del Quoziente Roma, che sarà eventualmente oggetto del confronto in giunta e in consiglio comunale. L’amministrazione comunale ha a cuore la tutela delle famiglie attraverso i servizi che il Comune fornisce e che devono essere più efficienti e disponibili per tutti coloro che ne hanno diritto. Il sostegno effettivo sarà, come è giusto che sia, tra gli obiettivi prioritari di questa amministrazione.
La grave crisi economica ci impone l’obbligo di utilizzare al meglio le risorse di cui disponiamo per tutelare in particolare i più fragili. Al tempo stesso è doveroso cancellare le spese che non risultano indispensabili. È in atto in questo momento una ricognizione dei progetti in essere, che tenga conto della loro sostenibilità rispetto al quadro economico ereditato.
In un momento di forti difficoltà che l’Ente e molte famiglie stanno vivendo anche per l’acquisto di beni di prima necessità, il progetto al centro dell’articolo ("Famiglia a 360°"), pensato per la preparazione delle coppie in vista del matrimonio, da istituire in un unico Municipio della città, è risultato poco aderente al grado di priorità che questa amministrazione si è data. Siamo impegnati, infatti, a garantire in primo luogo i servizi essenziali alla persona e alle famiglie con una pianificazione di interventi complessivi e un piano organico di sostegno alle famiglie, a cominciare dagli stanziamenti per gli asili nido e l’assistenza alle persone non autosufficienti.
Alessandra Cattoi Assessore alla Scuola, infanzia, giovani e pari opportunità di Roma Capitale
 
Prendiamo atto delle dichiarazioni e motivazioni dell’assessore Alessandra Cattoi, e torniamo a prendere atto - la firma di questa lettera lo certifica - che la "Famiglia" non è più degna di una delega esplicita all’assessorato capitolino competente. Anche le forme contano molto e molto dicono, ma è vero che di più contano i fatti. Stando a questi, registriamo che per la Giunta Marino il "Quoziente Roma" (il meccanismo perequativo pro-famiglia introdotto negli ultimi anni nella Capitale), che non sarebbe né in via di revisione né sospeso, è oggetto di «confronto» politico-amministrative all’interno di una più vasta «ricognizione». Un altro fatto da registrare è che il "Quoziente Roma" finora non più menzionato in alcun modo dalla Giunta Marino torna a essere citato in forma in qualche modo possibilista in questa lettera. Il che autorizza a concludere che il quoziente «non c’è, ma forse ci sarà». Nel vocabolario della gente comune anche se, a quanto pare, non in quello del Comune, è insomma sospeso. Per molti è un errore non tenerlo comunque come punto fermo dal quale procedere in avanti, per altri - lo sappiano bene - non è così, certamente è una scelta pesante. Confermata è, invece, la cancellazione del programma "Famiglia a 360°". Allo stato delle cose i passi indietro - non sapremmo come altrimenti definirli - sono, dunque, evidenti. Le polemiche inevitabili. Gli allarmi del Forum delle associazioni familiari più che comprensibili. E ovviamente acuta è l’attesa di capire, tanto più in tempi di difficoltà per le casse comunali che sconsigliano interventi avventurosi e propagandistici, che tipo di «politica organica» si prepara a Roma per la famiglia.