Opinioni

Lettera a una figlia che vota per la prima volta. E a tutti noi

Marco Tarquinio sabato 3 marzo 2018

Ciao Vale,
anche se fai la donna navigata e sicura sono convinto che l’occasione di andare a votare per la prima volta ti riempie di orgoglio e preoccupazione, stai cercando di capirci qualcosa anche se foto e frasi su Instagram e Facebook ti hanno ulteriormente confuso. Se può servirti nella riflessione, ho provato ad ascoltare alcune motivazioni dei giovani che ho sentito o letto in questi giorni e tento di dirti quello che penso al riguardo.
Votare non serve a nulla. Il diritto di voto è stato conquistato dopo secoli di ingiustizie a prezzo di sangue e sacrifici dai nostri nonni, pensa che quando era piccola la Nonna Marta, le donne in Italia non potevano votare. Votare non è solo un diritto è anche un dovere di ciascuno, è prendere una decisione sul futuro del nostro Paese e dunque anche nostro. Se non voti metti gli altri in condizione di decidere per te, non potrai neppure lamentarti. Pensa inoltre alle persone in tanti Paesi del mondo in cui non si vota o se si vota c’è solo il nome del dittatore sulla scheda elettorale, come possono cambiare le cose che non vanno? La Costituzione Italiana, che anche secondo me è la più bella del mondo, la manteniamo viva specialmente andando a votare premiando o bocciando a ogni elezione le persone che ci rappresentano e decideranno per tutti.
Sono tutti uguali, alla fine rubano tutti. Questo è il più grosso regalo che possiamo fare ai ladri, non sforzarci di distinguere le persone serie dai delinquenti, le false notizie e false accuse dalla verità. La storia di ogni candidato esprime più chiaramente delle parole e delle promesse elettorali chi andiamo a votare. Hai la fortuna di conoscere bene il Sindaco del nostro Comune, ti sembra che faccia un lavoro inutile o che stia rubando?
Tanto non cambia nulla, in tv troviamo sempre gli stessi politici. Questo non è vero, alcuni li vediamo da anni, ma oltre ai capi storici ci sono tanti che 10 anni fa non erano in Parlamento. Governare come fare le Leggi non è una cosa che si impara velocemente, purtroppo in tv vediamo solo chi urla più forte.
Le promesse che fa la politica non mi riguardano. A parte che ti riguardano già ora (Lavoro, Sanità, Scuola, rapporti internazionali ecc.) perché la soluzione dei problemi reali non piove dal cielo ma si ottiene con Regole, Educazione, Impegno ecc. , anche gli argomenti come le Pensioni che ti sembrano così lontani, ti riguardano perché chi vuole aumentare oggi i soldi delle pensioni, non fa altro che toglierne alle pensioni di domani. Esiste un problema demografico, quando io ho votato per la prima volta nel 1976, i giovani sotto i 25 anni erano quasi il 20% oggi sono poco sopra il 12%, questo ha portato al fatto che i partiti, per vincere le elezioni, cercano i voti degli anziani che sono molti di più. Questo non può andare contro i tuoi giusti desideri di trovare un lavoro, costruire una famiglia, vivere bene nella società.
Ognuno deve pensare a se stesso tanto poi nessuno ti aiuta. Da soli non si va da nessuna parte, anche chi si sente sano, ricco, intelligente, volenteroso arriverà in un momento in cui avrà bisogno degli altri se non altro per il clima sociale in cui si troverà a vivere: pensa se scoppiasse una guerra, che disastro sarebbe per tutti.
È tutto troppo complicato, guarda come parlano! Non tutto si riesce a rendere facile e veloce, sai come a volte anche nella nostra famiglia è difficile capirsi e decidere anche su cose semplici, esempio che programma guardare alla tv o dove andare per le prossime vacanze, capirai mettere d’accordo 60 milioni di persone con tutte le variabili che ha una società moderna. Questo obbliga ad approfondire e a fidarsi di specialisti nei vari campi. Più che fidarsi di slogan o della singola frase che dicono i politici al tg, è fondamentale valutare la competenza di un politico (che scuola e che lavoro ha fatto prima di candidarsi, quali errori o reati ha commesso ecc.) e confrontare i programmi dei vari partiti (aiutandosi con i pareri di chi ti fidi).
Quasi nessuno dei miei amici andrà a votare. Questo è il più grande errore che voi giovani possiate fare: tirarvi fuori da un sistema che senza di voi invecchia e muore, ma ha il pregio di averci fatto vivere oltre 70 anni di pace con tanti passi verso una maggiore giustizia (pensa che mio nonno si toglieva il cappello in segno di rispetto quando parlava con il padrone del suo terreno), la creazione di uno Stato sociale che ha pochi confronti al mondo, la possibilità di andare a scuola, di viaggiare. Cerca di convincerli a votare, io preferisco che uno voti un partito diverso dal mio, ma si senta parte della vita dell’Italia piuttosto che non sia interessato al futuro della nostra società.
Buone elezioni 2018!
Papi Pier


Ringrazio Pier Luigi Seghedoni per aver condiviso anche con me e con tutta la famiglia di “Avvenire” questa intensa e vibrante lettera alla figlia, una giovane donna che oggi, 4 marzo 2018, va a votare per la prima volta. Sono davvero contento che l’abbia fatto. Perché queste parole parlano ai più giovani, ma dicono qualcosa di buono per tutti noi. Dicono cose che non dovremmo dimenticare mai e che è necessario saper testimoniare, civilmente, con la laica e fraterna passione che noi cristiani sappiamo ancora e sempre mettere nelle cose del mondo, da cittadini rispettosi della coscienza e delle leggi.
Anch’io votai la prima volta nel 1976. Avevo appena compiuto 18 anni. Da allora l’ho sempre fatto. Quella volta, una volta per tutte, capii che scegliere anche con il voto è sempre difficile per chi porta sogni e valori nel proprio cuore e fa del Vangelo di Cristo una bussola salda, ma è necessario ed è comunque utile. Finché un popolo vota e vota liberamente c’è speranza, e continuo a pensare – proprio come “papi Pier” – che piuttosto che non si voti affatto preferisco di gran lunga che si voti diversamente da me... Teniamoci cara questa nostra povera, imperfetta, essenziale democrazia. È un bene conquistato a caro prezzo e che, tutti insieme, con le nostre differenze e la nostra uguaglianza, dobbiamo saper custodire e valorizzare.