Opinioni

Il direttore risponde. La messa in scena e la cometa

Marco Tarquinio domenica 16 dicembre 2012
Caro direttore,
sono di Milano e nella scuola elementare pubblica dei miei tre figli (4°, 2°, 1°) ci sarà la recita di Natale! Sì, ma di cosa stiamo parlando? Eh sì, perché in realtà la chiameranno festa della pace.
Le parole Natale, Gesù, presepe non si devono pronunciare per non urtare i vari atei, musulmani, testimoni di Geova, ecc. I simboli devono essere neutri, i testi delle canzoncine sono vaghe, senza riferimenti al Natale e men che meno a Gesù.
Ma allora di che festa stiamo parlando, di quale Natale si tratta, cosa stiamo festeggiando? Ma siamo a dicembre, vicino al 25, dove ricorre la nascita di Gesù Cristo o hanno istituito una nuova festa senza che me ne accorgessi? È chi invece vuole festeggiare il soggetto per cui si celebra il Natale, ossia Gesù, lo può festeggiare a scuola o è discriminato? Se dico: 'Gesù' alla festa della pace potrei essere arrestato o accusato di razzismo? Direttore, vorrei non mandarli i miei figli a quella festa, sono deluso, arrabbiato!
Lei cosa mi consiglia? Io da cristiano cosa devo fare? Mi sento discriminato e mi sento impedito nel professare la mia religione, è paradossale ma è così.
Buon Santo Natale!
Giuseppe Spadaro, Milano
 
Che cosa le consiglio?
Segua la cometa, caro amico. E continui a insegnare ai suoi figli che porta al Bambino Gesù. Una famiglia che cammina nella giusta direzione è il seme di un popolo. Dobbiamo semplicemente ricordarcelo e viverlo con gioia, qualunque messa in scena ci facciano intorno.