Opinioni

I canti della Chiarastella. Insieme ai pastori e ai Re Magi lungo le strade delle genti friulane

Ambrogio Sparagna venerdì 11 dicembre 2015
Stami atentStami atent stami a sentira l’orazion che us ai da diQuant che l’è nassuut nostri Signorjessì una stele di gran splendòrcalà dal cil un agnul biele duc disevin l’è ’Gabrielves di save c’al  è nassutil Salvator in form di frutdulà che l’è no lu saveesin t’une stalute lu ciatareesin t’une grepie su un poc di fenin te citaad di BetelemCiantin sunin di viulinfasingi une  danze al fantulincianti suonin di svilotli maraveis di chest gnotCanto friulano fra i più antichi, tanto che alcuni studiosi lo hanno attribuito in passato a Ermes di Colloredo (1622-1692), importante poeta della letteratura friulana. Secondo gli studi più recenti il canto può essere collegato alla grande produzione teatrale gesuitica del Settecento che ebbe grande influenza nella pratica dei rituali natalizi anche in questa fascia alpina. Alcuni dei versi hanno infatti una forte connotazione drammaturgica e si prestano a essere messi in scena. Il brano è ancora diffuso nella tradizione popolare friulana e in particolare a Chiusaforte, un comune del Canal del Ferro, in provincia di Udine, che conta una popolazione di circa 700 abitanti, dove è legato al repertorio dei Canti dell’Epifania. In questo giorno di festa, infatti, un corteo con pastori e Re Magi attraversa le contrade del centro e le borgate vicine. I Re Magi sono soliti indossare i tradizionali costumi orientaleggianti e andare per le strade del paese accompagnati da un personaggio in veste di pastore che porta una caratteristica stella dai colori sfarzosi. Mentre la stella gira, mossa da una semplice manovella, i Magi intonano un canto che comprende al proprio interno anche alcuni frammenti dello Stami atent. Nel repertorio della Chiarastella questo brano da anni è interpretato da Gabriella Gabrielli, cantante goriziana dal timbro caldo e armonioso.