Opinioni

I canti della Chiarastella. Il sentimento religioso della cultura popolare calabrese

Ambrogio Sparagna sabato 31 dicembre 2016

A NASCITA DU BAMBINUZZU

C’era appuntu nu vecchiarellu caminava pe’ la via e tirava lu somarellu supra a lu mbastu purtava a Maria. Eranu stanchi, ma dopu truvaru ’na gritticeddha vardaru e trasiru ’nu letticeddhu di pagghia cunzaru s’arripusaru, prigaru e durmiru. A menza notti ’nu pasturellu chiamava: 'Genti, curriti pi’ cca!' svegliava tuttu lu paisellu vuliva dari la novità. Vitti ’nd’o celu ’na cosa chi brilla, si spaventava e diciva: 'Chi fu ?' supra la grutta calava ’na stilla l’Angiulu dissi: 'È natu Gesù'. Cu’ l’aiutu di l’asinellu e cu’ l’aiutu di Maria respirava lu boicellu si scaldava lu Messia. L a Calabria è una delle regioni in cui il movimento di riscoperta delle tradizioni popolari sta vivendo una fase di grande vivacità caratterizzata dal fiorire di tanti gruppi musicali. In una regione martoriata da problemi economici e povera di prospettive future, la riscoperta delle tradizioni popolari e della ricchezza dei suoi antichi canti costituisce un segno identitario importante che coinvolge soprattutto le nuove generazioni. Grazie a questo rinnovato interesse sono rifiorite antiche ritualità e feste contadine, considerate solo fino a pochi anni fa persistenze di una cultura arcaica in via di estinzione. Molti giovani musicisti si sono avvicinati allo studio di strumenti pastorali e arcaici come le zampogne e le ciaramelle, la chitarra battente e la lira, riscoprendo un repertorio etnomusicologico ancora assai ricco di tanti piccoli tesori come questa bella canzoncina che descrive la nascita di Gesù bambino. Qui la grazia della narrazione evangelica sembra trovare la sua espressione più semplice e genuina. In questo dolce componimento poetico, dall’impianto melodico iterativo, si scorge un sentimento religioso sincero che caratterizza profondamente la cultura popolare calabrese ancora fortemente segnata dal grande insegnamento di san Francesco da Paola. Una regione dai forti contrasti sociali, attraversata da paesaggi aspri ma affascinanti, che, nonostante tutte le lacerazioni sociali, continua a vivere l’esperienza dei rituali natalizi con grande devozione e partecipazione popolare. Questa bella canzoncina, diffusa in tutto il territorio regionale, dall’andamento tipico da ninna nanna, è stata interpretata negli ultimi anni da molti gruppi e cantori popolari. Mimmo Cavallaro, uno dei maggiori protagonisti della rinascita della musica calabrese, ne ha realizzato un’intensa versione discografica esaltando il carattere evocativo originario.