Opinioni

Il disordine globale nasce da un gran vuoto d'amore (non di scettro)

Marco Tarquinio sabato 24 settembre 2022

Gentile direttore,
mentre sgomenti osserviamo l’abbigliamento degli studenti italiani, accostato con le giacche e pantaloni ordinati e stirati degli studenti inglesi, scopriamo un regno, dove non si sono succeduti 67 governi, come in Italia, dal dopoguerra a oggi. Un solo simbolo di autorità e sovranità, ciò che infastidisce i banchieri europei: la sovranità pare sia difficile da gestire a livello fiscale. Nelle monarchie regna la stabilità, nelle democrazie l’instabilità. Eppure la finta democrazia italiana dovrebbe apprendere dal Regno Unito moltissimo, l’autorevolezza e la sovranità il popolo italiano l’ha smarrita da decenni. A noi non resta che guardare il Sovereign’s Orb, lo scettro che viene usato per l’incoronazione del sovrano britannico e in occasione del suo funerale solenne, che ospita il diamante Cullinan I da 530,2 carati, lì a rappresentare un potere che va saldato a liturgie che terminano con una parola latina “Amen”. La sequenza dei rituali è sostanziale, crea legami, altro che società libera globalfree esentasse; rafforza le proprie identità senza le quali è impossibile vivere in società; delinea un ordine normativo che crea perfetta coesione sociale. Senza ordine non esiste la società, esistono vari tentativi per omologarla e farne un monolite comodo alle banche mondiali. Lo scettro e il globo sulla bara della sovrana a nostro monito! Il mondo si governa solo con l’identità e il legame alla tradizione, agli altri non resta che ammirarlo, incapaci di comprenderne il prestigio.

Carolina Manfredini Ghedi (Bs)

Il mondo si governa, credo, mettendo in dialogo le diverse identità e costruendo con pazienza, secondo il disegno di Dio, fraternità e pace. Dunque, come lei dice, gentile professoressa Manfredini, senza omologazioni. E, aggiungo io, senza esclusioni disumane e senza multinazionali e nazionalistici egoismi, magari – qui cito ancora lei – «esentasse ». La tradizione che salva tutti e tutto è la comprensione dell’«amore che move il sole e l’altre stelle» (Paradiso, XXXIII canto, v. 145). Penso che il disordine mondiale derivi da un vuoto d’amore, non di scettri diamantati che invece – in diversi modi – vengono impugnati e ostentati dai potenti e ricchissimi della Terra. Penso anche che la figura che lei evoca, quella della regina Elisabetta, con lineare fedeltà al proprio dovere, e qualche volta anche forzando la propria indole, abbia soprattutto saputo farsi amare. Per creare un circuito tanto virtuoso sono utili e persino essenziali i riti che “addomesticano” il cuore, cioè legami vivi e come ha spiegato una volta per tutte, con potente semplicità, Antoine de Saint-Exupéry nel dialogo tra la volpe e il suo “Piccolo Principe” (capitolo XXI). Una minima notazione finale: Amen è parola ebraica, ma tutte le lingue, latino incluso, in cui il seme buono del Vangelo di Cristo è germogliato, l’hanno fatta propria. Per umana consapevolezza della verità e della forza dell’amor di Dio. E l’amore è la radice di ogni autentico prestigio, perché ci fa assomigliare a Lui...