Opinioni

La madre che denuncia il figlio. Il bene è bene solo se a nessuno è male

Ferdinando Camon giovedì 22 luglio 2021

La madre che denuncia ai carabinieri il figlio come autore di un incidente stradale pare una notizia crudele: una madre fa andare il figlio in galera, gli rovina la vita, non lo ama, o non abbastanza. La madre nel nostro inconscio collettivo dovrebbe proteggere sempre il figlio, la vita del figlio appartiene alla madre, al padre, alla famiglia. È difficile, ma è uno sforzo che dobbiamo fare, capire che se il figlio ha fatto un incidente, la madre gli salva la vita denunciandolo, gliela rovina nascondendolo.

Qui il lettore può interrompermi bruscamente e chiedermi: 'Tu andresti dai carabinieri? Denunceresti tuo figlio?'. Io ho, come tutti, le mie viltà, credo che non lo denuncerei io personalmente, ma farei tutto quello che posso per spingere mio figlio a denunciarsi. Se si tratta di fare una telefonata, lo spingerei a farla lui. Se si tratta di fare una denuncia scritta, lo spingerei a scriverla lui. Sarebbe questo un atto di disamore, una presa di distanza dalla vita e dal futuro del figlio?

A me pare un modo, l’unico ormai possibile, per salvare la vivibilità della vita che resta. Quindi, tutto sommato, un atto di egoismo. È per egoismo che vorrei che la colpa di avere travolto in strada uno sconosciuto fosse giudicata ed espiata e scontata, perché solo così, dopo, si potrebbe vivere quel che resta da vivere, con tutto quello che la vita presenta. Se non fai questo, se non espii, se nascondi, se neghi, se scappi, magari nessuno lo scoprirà, ma il tuo cervello resterà bloccato lì, non penserà che a quello, la tua vita è incriccata, tuo figlio non sarebbe mai più tuo figlio ma sempre quello che ha fatto quel maledetto incidente.

È interesse della famiglia non nascondere colpe simili. Non ditemi che è un punto di vista cattolico. Raskòlnikov – il protagonista di Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij – non era certo cattolico eppure va a confessare il suo omicidio a un quadrivio, parlando ad alta voce a quelli che passano di lì. Lui dice come e chi ha ucciso. «Accorse gente. E lui ripeté la confessione». Questa madre che telefona ai carabinieri per dir loro che suo figlio ha fatto un incidente ed è tornato a casa sconvolto, fa lei quel che dovrebbe fare il figlio, ma il figlio in sostanza l’ha già fatto, perché entrando in casa molto agitato e dicendo che aveva fatto un incidente, vuole che l’incidente venga denunciato, perché se un segreto del genere vuoi tenerlo segreto non lo dici a nessuno, tanto meno a tua madre.

Avere dei figli vuol dire far parte della generazione dei padri, le tue gioie e le tue sofferenze sono quelle della tua generazione, non puoi costruirti una vita in contrasto con la vita di quelli che sono padri come te. I genitori che donano organi del figlio per salvare figli di altri, soffrono per la morte del figlio, ma sentono il bene che c’è nel salvare figli di altri. Siamo uniti in un’unica catena. Ci è capitato di leggere di qualche madre di figlio ricevente organi che chiedeva: 'Chi è la madre del donatore?'. Questa madre che denuncia il figlio che ha fatto un incidente stradale applica la stessa morale. Il nostro bene resta un bene se non diventa il male di nessuno.