Opinioni

Il direttore risponde. «E io mi accorgo che il Papa consola noi...»

giovedì 8 aprile 2010
Caro direttore,ho un’immagine viva stampata nella memoria del mio cuore; un’immagine che mi dona tuttora una grande emozione e tanto conforto e che mai dimenticherò; un’immagine cui ricorrerò sempre nei momenti di tristezza personali e nello sgomento che provo, come tanti cristiani, in questi giorni di passione per la Chiesa. È il volto del Papa: sereno, nonostante tutto; forte come una roccia; motivato da una fede immensa. Lo osservavo nelle celebrazioni della Settimana santa; lo osservavo stamattina, domenica di Pasqua: lui, saldo al timone della barca di Pietro, mentre una bufera mediatica si sta abbattendo sulla sua persona e sull’intera Chiesa cattolica. Era mia intenzione scrivere una lettera in cui esprimergli, attraverso le pagine di Avvenire, la vicinanza mia e quella di molte altre persone che conosco: paradossalmente, mi accorgo che è il Papa a consolare noi, tutti noi che siamo in pena per lui, e di fronte a questo restiamo letteralmente senza parole. Francamente non so se sia possibile comprendere con la ragione il motivo per il quale, come cerchi concentrici, da ogni dove piovono sulla sua persona aberranti polemiche, insinuazioni, voci vergognose che prima o poi dovranno svelare tutta la menzogna di cui sono figlie. Tanto accanimento ci lascia sbigottiti e increduli e fa pensare a quanto è strano il mondo! Proprio Benedetto XVI, il Papa che con un coraggio straordinario sta facendo «pulizia» nella Chiesa, pur sapendo quanto costi svelare l’amara verità di tante violenze; lui che dovrebbe essere applaudito, viene bersagliato di parole, parole di una inaudita violenza. Sì, proprio lui, il Papa del rinnovamento: non però quello che vorrebbe una Chiesa asservita alla modernità, a costo magari di perdere la bellezza di valori importanti che sono dono di Dio; non quel rinnovamento fuorviante che trova autorevoli sostenitori anche dentro la Chiesa e che renderebbe certo tutto più facile, accattivando la simpatia del «mondo», qualche applauso stavolta sì; ma il rinnovamento faticoso, che costa anche in termini di popolarità personale, ma che è l’unico in grado di ridare credibilità all’annuncio evangelico dei suoi testimoni. Ripenso al volto del Papa: sì, avevo dimenticato che mentre fuori imperversa la bufera, Cristo sta soltanto fingendo di dormire; presto si alzerà e sarà bonaccia.

Alberta Bevilacqua Montagnana (Pd)

Ci sono situazioni e realtà che le donne, cara signora Alberta, sanno cogliere e comunicare con più forza e immediatezza.Così, per me, è anche stavolta grazie alla intensa riflessione che ha voluto condividere con noi tutti.Ha proprio ragione: è il Papa a consolare noi. E la sua parola scava, i suoi gesti lasciano il segno.