Opinioni

6 novembre. Il Papa chiama a raccolta i bambini: ecco cosa abbiamo da imparare

Daniela Pozzoli lunedì 2 ottobre 2023

I bambini del mondo vanno dal Papa. Per ascoltarlo? Per imparare? Certo, ma in realtà è papa Francesco che vuole ascoltare i più piccoli. E suggerire a noi adulti di cambiare la prospettiva.

“Lasciate che i bambini vengano a me, perché il regno dei cieli è di chi è come loro”, diceva Gesù. Però in questo mondo di adulti, diventato a volte cinico, se non proprio spietato, i bambini, e anche gli adolescenti, sembrano quasi degli sconosciuti. In parte vengono criticati, in parte iper-protetti, in parte sovraccaricati di responsabilità.

Li si descrive fragili, a volte diventano vittime. Ma chi, tra gli adulti, riesce a dedicare loro del tempo quando lo stesso tempo degli adulti sembra essere così esiguo, organizzato, pianificato? Chi s’è messo ad ascoltarli davvero anche per imparare da loro?

L’ultima Gmg di Lisbona ha mostrato – a chi aveva voglia e tempo – la grande forza di costruire e l’ancor più grande bisogno di verità, e non solo di certezze economiche, dei giovani.

Ragazzi che si sono incontrati, che desiderano superare ogni ansia del presente e che sognano un mondo più giusto: qui e ora.

Forse è stato pensando anche ai messaggi lanciati dal Portogallo che il Papa ha annunciato che il 6 novembre, “Nell’Aula Paolo VI, incontrerò bambini di tutto il mondo”. Il tema è “Impariamo dai bambini e dalle bambine” e per papa Francesco si tratta “di un incontro per manifestare il sogno di tutti: tornare ad avere sentimenti puri come i bambini”.
Da secoli si dice che i bambini sono il sorriso di Dio. Ogni genitore sa che vedere un neonato venire al mondo è una rivelazione e che, da piccoli, i bambini stupiscono, fanno ridere e riflettere con le loro “deduzioni”.

Per Francesco, “i bambini ci insegnano la limpidezza delle relazioni e l’accoglienza spontanea di chi è forestiero e il rispetto per tutto il creato. Cari bambini, vi aspetto tutti per imparare anch’io da voi”.

Non è la prima volta che il Papa circonda di attenzioni l’universo dei piccoli: “Cari bambini e ragazzi missionari, voglio ringraziarvi, perché con il vostro impegno aiutate tutti noi a essere testimoni coraggiosi del Vangelo e a condividere con gli altri, oltre ai sussidi materiali, ciò che abbiamo di più prezioso: la fede”, ha detto qualche giorno fa, in occasione dei 180 anni di fondazione della Pontificia Opera della Santa Infanzia.

Quindi, in un mondo dove emergono gravissime diseguaglianze, dove la pace non è un bene comune, un po’ di speranza resta, e forse aumenta, se si guarda ai piccoli: a quelli che hanno davanti un futuro. Da cambiare.