Opinioni

Colpiranno tutti. Il terrore a Parigi: chi tace è perduto

Anna Foa sabato 10 gennaio 2015
Lo scioglimento dei due assedi di Dammartin e di Parigi, con l’assassinio di quattro ostaggi nel negozio kasher, e con l’attacco delle forze dell’ordine seguito dal ferimento degli altri ostaggi, non rappresenta davvero la fine di un incubo. E non ci consola di certo la morte degli assassini. Questi due giorni hanno dimostrato che l’incubo può ricominciare da un momento all’altro. È successo sotto i nostri occhi, nel cuore dell’Europa: tre terroristi hanno potuto tenere in scacco migliaia di uomini, creare il panico in un’ intera nazione, catalizzare l’attenzione del mondo, assassinare tante persone innocenti. Al momento in cui scriviamo queste parole, non sappiamo ancora se la tipografia di Dammartin e il supermercato kasher di Porte de Vincennes siano stati scelti appositamente dai terroristi in fuga, o siano un caso. Nella seconda ipotesi, si è trattato davvero di uno strano caso: degli ebrei intenti a fare la spesa, una tipografia, il luogo dove si stampa la libera parola scritta.o scioglimento dei due assedi di Dammartin e di Parigi, con l’assassinio di quattro ostaggi nel negozio kasher, e con l’attacco delle forze dell’ordine seguito dal ferimento degli altri ostaggi, non rappresenta davvero la fine di un incubo. E non ci consola di certo la morte degli assassini. Questi due giorni hanno dimostrato che l’incubo può ricominciare da un momento all’altro. È successo sotto i nostri occhi, nel cuore dell’Europa: tre terroristi hanno potuto tenere in scacco migliaia di uomini, creare il panico in un’ intera nazione, catalizzare l’attenzione del mondo, assassinare tante persone innocenti. Al momento in cui scriviamo queste parole, non sappiamo ancora se la tipografia di Dammartin e il supermercato kasher di Porte de Vincennes siano stati scelti appositamente dai terroristi in fuga, o siano un caso. Nella seconda ipotesi, si è trattato davvero di uno strano caso: degli ebrei intenti a fare la spesa, una tipografia, il luogo dove si stampa la libera parola scritta.Il fatto che siano ancora una volta, dopo tanti altri episodi più o meno gravi, presi di mira gli ebrei, il fatto che in questi episodi di presa di ostaggi siano ancora una volta degli ebrei a morire, non ci stupisce. E come potrebbe, quando si vede montare l’antisemitismo in tanta parte d’Europa, quando a Toulouse gli assassini hanno ucciso i bambini di una scuola ebraica, a Bruxelles i visitatori del Museo ebraico, quando tante sinagoghe sono state attaccate? Ricordo un’immagine di quest’estate, durante la guerra di Gaza e durante uno di questi attacchi contro una sinagoga parigina (evento i cui legami con il terrorismo ci appaiono ora ben chiari), dove si vedevano degli ebrei francesi schierati inermi di fronte alla sinagoga che cantano la Marsigliese. Da una parte le matite e l’inno nazionale, dall’altra l’odio e poi i kalashnikov. Chi avrà la meglio, alla fine? La forza delle idee o quella dell’odio? Per i terroristi, gli ebrei sono la punta di diamante dell’Occidente, il simbolo stesso del mondo da loro odiato, il concentrato, potremmo dire, di tutto ciò che vogliono distruggere. Negli ebrei, come nei giornalisti, i terroristi vogliono colpire la democrazia, la libertà, l’uguaglianza fra uomini e donne, la satira, il sorriso. La vita, insomma. Quella stessa vita che gli ispiratori e i mandanti dei terroristi stanno rendendo impossibile ai diversi per fede – ebrei, yazidi, cristiani... – in sempre più terre d’Asia e d’Africa.Sempre più chiaro ci appare che questa guerra è la guerra tra la morte, portata da un’ideologia assassina che è quella del fondamentalismo islamico, che nulla ha da invidiare a quella nazista, e la vita con tutti i suoi valori. Non possiamo più far finta di niente. Dobbiamo alzare alta la guardia e colpire i responsabili, individuandoli, decifrandoli, smascherandoli. Ma dal momento che questa ideologia assassina si nasconde dietro il nome di Dio, dobbiamo chiedere a tutti coloro che nell’islam parlano a nome di Dio, religiosi o laici che siano, di cessare di mescolare il nome di Dio al sangue di vittime innocenti. Condannate questi omicidi, dite a questi assassini che è l’inferno che li attende, non il paradiso. Perché dopo di noi, non illudetevi, colpiranno voi. Colpiranno pure qui in Europa, come già fanno altrove, anche tutti quei musulmani che giudicheranno troppo tiepidi, come già uccidono le ragazze musulmane che vogliono andare a scuola. Colpiranno voi dopo di noi, sempre in nome di Dio perché al fanatismo non c’è mai limite. Questa non è solo la nostra battaglia, è anche la vostra, o lo diventerà presto. Isolate gli assassini, prima che sia troppo tardi.