Opinioni

Il direttore risponde. Camorra, chiari i buoni e i cattivi

Marco Tarquinio venerdì 10 maggio 2013
Gentile direttore,
leggo tutti i giorni Avvenire e lo apprezzo. Ma qualche giorno fa... mi sono rattristata! Sono una dama dell’Unitalsi di Brescia e ne sono molto orgogliosa. Sfogliando Avvenire del 7 maggio 2013 a pagina 12 ho trovato un articolo dal titolo «Fuori la camorra dalle feste popolari». Accanto c’era una foto con, in primo piano, una dama dell’Unitalsi. Da Avvenire mi aspettavo una maggior attenzione tra testo e fotografia. Inutile dire che l’Unitalsi non ha nulla, ma proprio nulla, da condividere con la camorra... Buon lavoro.
Margherita Bettineschi, Brescia
Non si rattristi gentile signora Bettineschi, non ne ce n’è motivo. Nella foto che l’ha tanto colpita, subito dietro alla dama dell’Unitalsi, c’è anche un carabiniere in alta uniforme… Anche lui, con tutta l’Arma, sarebbe stato associato da noi alla camorra? Suvvia! Ne l’una né l’altro sono membri di cosche o clan, ma entrambi – come spiega la sintetica didascalia che accompagna la foto – partecipano con tanta altra brava gente (a cominciare dai membri della Confraternita che portano un’immagine sacra) a una processione all’interno di una festa popolare in quel di Napoli. Voglio dire che l’associazione d’idee tra camorra e Unitalsi (e Arma dei Carabinieri) non è affatto automatica, se non per contrasto: la camorra punta a inquinare qualcosa di buono, una festa religiosa e la vita del popolo che a essa partecipa. E la "bontà" della festa è sottolineata, non certo negata, anche dalla presenza della dama dell’Unitalsi e del carabiniere… Così ragiono io, così hanno ragionato i miei colleghi nel realizzare la pagina, così – ne sono certo – ragionano in tantissimi. L’allarme solenne, incalzante e motivato contro le infiltrazioni malavitose nelle sane manifestazioni di fede che è stato lanciato lunedì scorso dalla Conferenza episcopale della Campania si muove su questa stessa lunghezza d’onda. "Buoni" e "cattivi" sono, insomma, ben delineati. E nessuno può dubitare del fatto che gli uomini e donne della benemerita Unitalsi, proprio come quelli dell’Arma Benemerita per antonomasia, sono parte importantissima dell’esercito dei "buoni". Che non può rilassarsi e può essere messo in tentazione. Perché il male, che deve essere fermato e convertito in bene, può purtroppo attaccare ovunque e può ovunque insediarsi. Per questo è giusto e necessario essere rigorosi, prudenti e vigilanti. Grazie per gli auguri di buon lavoro e un cordiale saluto.