Opinioni

Benvenute tutte le misure a favore di bici e mobilità più sostenibile

Marco Tarquinio mercoledì 3 giugno 2020

Gentile direttore,
la bicicletta va favorita e valorizzata come mezzo di circolazione pulito, che non inquina. E inoltre che occupa poco spazio nella città e fa bene alla salute di chi la usa (e anche degli altri). Novità per i ciclisti in uno dei mille decreti (il 232) di questi mesi sono la «casa avanzata» e le «corsie ciclabili». La «casa avanzata» è definita dal decreto «una linea di arresto per le biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli». In sostanza, parliamo di uno spazio riservato ai ciclisti negli incroci regolati dai semafori. In certi filmati sui Paesi nordici le abbiamo già viste: le bici tutte avanti in gruppo, e le auto tre o quattro metri più indietro, con una seconda linea dietro al quale devono stare. Le bici possono, appunto, fermarsi più avanti: hanno uno spazio tutto per loro, riparate dagli scarichi degli autoveicoli e tutelate rispetto alla svolta degli automezzi, in particolare verso destra. Sarebbe ora che i Comuni provvedessero concretamente a soluzioni come questa. La corsia ciclabile, invece, è sostanzialmente una riga colorata sull’asfalto, nulla di più. Può essere necessaria laddove la strettezza della strada renda impossibile realizzare una vera e propria pista ciclabile o un raccordo fra piste esistenti. Si capisce subito che è facile l’invasione da parte delle auto. Il Comune (o l’ente gestore della strada) dovrebbe fissare una velocità massima assai bassa (20 o 30 km/h) per le auto che transitano lungo le strade con tali corsie. Ci arriveremo?

Lorenzo Picunio

Credo che ci arriveremo, gentile signor Picunio. «Corsie ciclicabili» e «case avanzate », le novità a cui lei fa dettagliato riferimento, non sono state introdotte da uno vari decreti emergenziali di questi mesi di pandemia, ma in un testo diverso: il Decreto Rilancio del 19 maggio scorso, che in realtà è contrassegnato con il numero 34. Non si tratta di un atto amministrativo, ma del decreto legge che predispone misure, spese e investimenti massicci orientati alla ripresa del sistema Italia e incide anche sull’articolo 232 (comma 3 lettera A) del Codice della strada, aggiungendo agli elementi realizzabili su una strada i due destinati, appunto, a favorire la circolazione dei ciclisti al di fuori delle piste ciclabili. Il Decreto Rilancio è all’esame del Parlamento e si può presumere che le novità diventeranno presto definitive, tanto più che lo stesso testo normativo prevede pure incentivi (con una dotazione di 120 milioni di euro) per l’acquisto di bici e monopattini et similia, anche con alimentazione elettrica. Una scelta del governo che sta incontrando il favore di tanti concittadini a giudicare da quello che si vede per le strade di località grandi e piccole. L’Italia sta finalmente puntando sulla mobilità sostenibile e anch’io penso che si tratti di un cambiamento atteso, giusto e lungimirante.