Opinioni

Il direttore risponde. Battesimo, la testimonianza di Russell Crowe

mercoledì 20 maggio 2009
Caro Direttore, quando si dice le coincidenze della vita! Sono papà di nove figli, e attualmente ho cinque nipoti. Domenica 3 maggio ha ricevuto il battesimo Maddalena, la quinta nipotina. Hanno concelebrato un mio fratello Salesiano e mio figlio, novello prete della congregazione di Don Orione: uno proveniva da Parma, l’altro da Cagliari. La cerimonia, semplice ma condivisa, si è svolta in una suggestiva chiesa di campagna dedicata alla Madonna della Neve, sede tradizionale della nostra famiglia per quanto riguarda battesimi, matrimoni e ordinazioni presbiterali. La partecipazione era sentita, nel suo profondo significato, perché per tutti si trattava di un impegno personale ad adoperarsi nel futuro alla formazione cristiana di Maddalena. Dicevo la coincidenza: qualche giorno fa, mentre mi trovavo in sala d’attesa nello studio di un professionista, mi è capitato di sfogliare «L’Espresso» del 9 aprile, che pubblicava un’intervista all’attore Russell Crowe. Già nel titolo c’era un accenno a Dio, ma scorrendo l’articolo vi ho letto: « ... E infatti, arriviamo a parlare di Dio. Russell Crowe rimpiange che i suoi genitori, anglicani, non l’abbiano battezzato alla nascita» . «Avrei preferito che non mi avessero lasciato scegliere, ma di gran lunga crescere nella conoscenza della religione, e libero, se avessi voluto, di rifiutarla più avanti. Invece mi è occorso un tempo incredibilmente lungo per imparare. Non sono mai stato ateo. Di recente mi sono fatto battezzare insieme a mio figlio minore, perché il figlio più grande era già stato battezzato. Il fatto è che continuerò sempre a cercare Dio» . Ho strappato la pagina per far leggere questa testimonianza a mia moglie, ai figli e ad altri, ma la segnalo anche ad « Avvenire » , per stimolare dalle sue colonne i genitori titubanti a battezzare i figli piccoli, iniziando a dare pubblicamente un esempio di vita, senza dire « quando sarà grande sceglierà » , come spesso si sente in giro...

Ugo Lodi, Cavezzo ( Mo)

La ringrazio, caro Lodi, per questa testimonianza semplice e diretta, che approfondisce un argomento molto sentito per la vita sacramentale e per la formazione cristiana, su cui abbiamo già avuto occasione di soffermarci. Di Russell Crowe sono ben note la schiettezza nonché una ruvida irruenza che lo ha portato anche ad avere guai con la giustizia: un dato caratteriale che conferma però la verità umanissima della questione; verità basilare che egli fissa con franchezza, senza troppi giri di parole. La ricerca di Dio è costitutiva della persona: chi ha incontrato Dio nella fede dovrebbe perciò avvertire l’urgenza naturale, la santa impellenza di estendere questa gioia ai propri figli, che sono il prossimo più prossimo, anche se non sono ancora entrati nell’età della ragione e delle opzioni personali. Non è mai troppo presto per essere resi pianamente partecipi della salvezza: questo è il motivo per cui la Chiesa incoraggia l’amministrazione del battesimo (che è l’immersione totale della persona in Gesù) fin dai primi giorni dopo la nascita. La bellezza di questo essere creatura nuova è evidente a chiunque abbia il cuore e l’animo non «impolverati» da dubbi, da incertezze o, peggio, da pregiudizi e ostilità nei riguardi del senso religioso, che è la domanda profonda e nobile che qualifica l’essere autenticamente «umani». Raccontata da un volto popolare, da una star del cinema, questa «normale» verità può raggiungere i giovani e la gente d’oggi forse più efficacemente di certe catechesi, scalzando una falsa ma diffusa nozione di libertà individuale. Una «libertà» di fatto ridotta a disimpegno di fronte alle grandi scelte della vita. Ma a parte gli eroi hollywoodiani, i veri «testimonial» della grandiosità del battesimo – e dell’impegno a educare alla fede – sono i cristiani «normali» come lei, che sanno trasformare la quotidianità del vivere in un continuo apostolato, ottenendo in cambio il «centuplo quaggiù» che, nel suo caso, si traduce in una bellissima famiglia. La saluto caramente.