Opinioni

La legge di stabilità. Bambini, la povertà del bonus

Massimo Calvi giovedì 20 novembre 2014
Il bonus bebè si prepara a cambiare pelle. Da un contributo per i nuovi nati a una misura tagliata soprattutto sui bimbi più poveri. È un ripensamento importante, considerato quanto la crisi ha influito sulla condizione economica delle famiglie. Nella prima versione si era parlato di un bonus da 80 euro al mese per 3 anni alle neomamme, poi è emersa l’ipotesi di estenderlo fino a cinque anni. Ora, sulla spinta di diversi emendamenti alla Legge di Stabilità, ecco l’indicazione di rimodularlo guardando ai genitori poverissimi.  Il cambio di direzione, alla vigilia della giornata mondiale dell’Infanzia che si celebra oggi, rappresenta la presa d’atto di un’emergenza che non è più possibile trascurare. Nel 2007 i minori poveri in Italia erano circa 400mila, oggi la loro cifra ha raggiunto il milione e mezzo. È una generazione che pagherà a lungo il conto di questa crisi, un tributo doloroso destinato a gravare su tutti noi, sul Paese, in termini di peso economico, sociale e morale. Per questo è necessario imprimere una svolta subito, e molto forte, sapendo che un sostegno economico diretto è importantissimo, ma può non bastare. Ai centri di ascolto della Caritas il 75% delle richieste di aiuto arriva da persone con figli a carico. A volte le mamme povere che riescono a trovare un piccolo lavoro si devono scontrare con il problema della custodia dei figli, se nidi o altre risorse per i servizi non ci sono. Il valore di un bonus bebè virato sui poveri rimanda anche a un’altra esperienza a suo modo profetica: il Progetto Gemma della Fondazione Vita Nova, e alle migliaia di vite che ha contribuito a salvare grazie anche ai 160 euro al mese dato attraverso i Centri di aiuto alla vita alle donne che avevano pensato all’aborto.  C’è solo un conto che al momento sembra non tornare, se è vero che le politiche di contrasto alla povertà sono una cosa e quelle per sostenere la natalità un’altra. Per il bonus bebè sono stati stanziati dai 200 ai 500 milioni di euro, cifra che impallidisce di fronte ai 10 miliardi per il bonus di 80 euro assegnato ai redditi individuali, a prescindere dal reale bisogno. Povertà infantile e denatalità oggi sono due gigantesche emergenze sociali. Ai bambini è stata concessa una 'pagnotta', sarebbe bene evitare una competizione tra bisogni diversi per contendersela.