Opinioni

Il direttore risponde. Attesa e fiducia in qualcosa «d'altro»

mercoledì 16 novembre 2011
NUOVO GOVERNO / RIPENSARE IL FUTUROCaro direttore,nell’augurare buon lavoro al nuovo governo Monti, mi permetto di suggerirgli di chiamare a far parte della squadra dei ministri anche alcune personalità significative della società civile. "Tecnici" provenienti dal mondo dell’economia civile, della finanza etica e della cosiddetta "altra economia". Se vogliamo uscire dalla crisi, infatti, non si tratta solo di abbattere il debito pubblico ma di ripensare il futuro. La riforma e la regolamentazione dei mercati finanziari, la tassazione delle transazioni finanziarie, il blocco delle speculazioni sono imperativi categorici, ma serve anche un nuovo paradigma culturale in campo economico e produttivo, che può essere rappresentato da una nuova economia della sostenibilità, della sobrietà e della decrescita. Bisogna ridurre il superfluo, gli sprechi e la nostra impronta ecologica. Da ciò deriva la necessità di creare occupazione in attività utili quali l’agricoltura biologica, il risparmio energetico, il recupero di materiali, la produzione di energia da fonti rinnovabili. Si tratta di una sfida epocale, da vincere soprattutto per dare un futuro ai giovani. E per far questo servono volti nuovi e nuove idee. Buon lavoro, presidente Monti.Luca Salvi, Verona
NUOVO GOVERNO / ORA TAGLIARE I PARLAMENTARICaro direttore,per evitare il fallimento della nostra bella e grande nazione, inevitabilmente noi cittadini verremo "spremuti" al massimo. Però nessun partito politico vuole esporsi apertamente aggiungendo nuove gabelle al numero già  rilevante delle imposte che gravano sui lavoratori, sui pensionati e sulle famiglie. Ecco, allora, che spunta il "governo tecnico" che si assumerà l’onere di ripristinare vecchie tasse come l’Ici e aggiungerne di nuove: patrimoniale, aumento dei carburanti, delle aliquote Irpef e chi sa di quanti altri balzelli ancora. Dal punto di vista psicologico il "governo tecnico" predispone meglio a ulteriori sacrifici. Ecco perché tutte le forze politiche, pare a eccezione della Lega, hanno dato via libera al professore Monti che formerà il nuovo governo… e le nuove tasse. Ma nessun politico di nessun partito ne avrà colpa… e appena ci saranno le prossime elezioni, deputati e senatori torneranno a essere protagonisti della scena politica e il primo provvedimento che adotteranno sarà quello di aumentarsi il loro "modesto" appannaggio. Sarebbe bello se il professore Monti e i suoi "ministri tecnici" come prima cosa dimezzassero il numero di onorevoli e senatori e riducessero al minimo i loro scandalosi privilegi. Sarebbe davvero un ottimo inizio di lavori per questo "governo tecnico" venuto a salvarci.Raffaele Pisani, Catania
 
È evidente che ci si attende molto dal governo Monti. E questa attesa è segno di una fiducia che, sommata a quella del Parlamento, spero gli sia di viatico lungo l’arduo percorso che attende il nuovo esecutivo tecnico-politico. Quanto all’«altra economia» che un caro e attento lettore veronese lancia verso la stanza dei bottoni vale ciò che ieri – pungolato da un lettore romano – ho già scritto per l’«altra diplomazia»: forse pensarla al governo è un sogno a occhi aperti, ma è un sogno che ormai si può fare perché in Italia è diventata una realtà vasta, coinvolgente ed efficiente. E come tale si fa stimare. Marco Tarquinio