Opinioni

Il direttore risponde. Informazione e buon senso: una foto di cui scusarsi

Marco Tarquinio venerdì 23 dicembre 2016

Gentile direttore,
mi rivolgo a lei, che guida “Avvenire” in un modo così diverso dagli altri quotidiani, per esprimere tutto il mio sconcerto. Oggi manca proprio il buon senso, e forse anche l’intelligenza, nel dare certe notizie. Mi riferisco, in particolare, prima alla messa in onda televisiva lunedì 19 dicembre e, poi, alla pubblicazione sulle prime pagine dei giornali del giorno seguente di immagini dell’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia Andrey Karlov, freddato davanti alle telecamere. Non condivido che la scena dell’uccisione sia stata trasmessa da tutti i telegiornali, una morte in diretta va contro tutte le logiche di educazione e, appunto, di buon senso. Cari giornalisti, invece di cercare di fare spettacolo con le notizie, cercate di fare cultura e aiutateci a ritrovare il buon senso. O ne siete sprovvisti?
Enrico Reverberi

Accolgo il suo accorato appello con convinzione, gentile signor Reverberi, ma stavolta anche con imbarazzo. Infatti, sbagliando, pure “Avvenire” – al quale lei, da lettore attento, riconosce uno stile
“diverso” – nella concitazione dei fatti accaduti lunedì sera, è andato in stampa con in prima pagina una foto dell’assassino turco dell’ambasciatore russo. Abbiamo buone intenzioni e cerchiamo di fare il nostro mestiere secondo regole stringenti e buone, liberamente accettate, informando con retta coscienza e rispetto di tutti. Ma non siamo infallibili. E quando sbagliamo, come in questo caso, sono io – da direttore – a chiedere scusa.
Marco Tarquinio