Opinioni

A proposito di fine fini e mezzi di immoralità e giochi di parole

Marco Tarqunio martedì 20 agosto 2019

Gentile direttore,
ogni tanto si legge che qualcuno cita la celebre massima attribuita (erroneamente secondo alcuni) a Niccolò Machiavelli, «il fine giustifica i mezzi». A me sinceramente questa massima, che sia o no di Niccolò Machiavelli, non pare granché, la trovo banale o ovvia. Qualsiasi cosa una persona faccia, per qualsiasi scopo, cioè fine, utilizza i mezzi necessari che sono perciò anche giustificati. È scontato e lecito utilizzare mezzi leciti o legali. La mia massima che «la fine giustifica i fessi» esprime invece una grande filosofia spicciola. Ed è molto più intelligente. Infinitamente di più... Lo osserviamo tutti i giorni. Quando un rompiscatole la smette, diciamo così, siamo contenti. Un pochettino lo giustifichiamo. Quando i ladri, i politici, gli avvocati, la smettono, questo li giustifica. Non che non siano dei 'fessi ' quelle persone che ti vogliono imbrogliare, derubare, che infastidiscono, che fanno i furbacchiotti, però quando la smettono è una buona cosa, e ciò non li assolve ma li giustifica. Finalmente hanno fatto la cosa giusta!

Francesco Baldini Ravenna

Le confermo, gentile signor Baldini, che Niccolò Machiavelli non ha mai scritto che «il fine giustifica i mezzi ». E che dunque la frase per cui è forse più famoso è solo una sintesi apparentemente efficace, ma in realtà grossolana e persino brutale, del pensiero politico del 'Segretario fiorentino'. Non consola affatto, e anzi allarma, che oggi come ieri non pochi potenti (in politica, in finanza e in ambiti tecno-scientifici) facciano di tutto e spesso in modo davvero sfrontato per dimostrarne la fondatezza. Il tenore della frase, comunque, non autorizza a ridurne la portata ai semplici mezzi leciti, come lei fa. Se fosse così, sarebbe un’affermazione ovvia, come lei sostiene per dare base al suo ragionamento, e non memorabile (per quanto apocrifa), come in effetti è. Ma mi par di capire che a lei, più di tutto, interessa non il gioco spregiudicato al limite della morale e oltre, bensì il gioco di assonanze tra 'fini' e 'fine' e assestare un bel colpo a politicanti, ladri e azzeccagarbugli (meno male che si è dimenticato di noi giornalisti...). Grazie per aver strappato un sorriso a me e a qualche altro lettore. Però, si ricordi: nessuno è buon giudice di se stesso e neanche delle proprie trovate.