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8 marzo. Video contro la violenza sulle donne girato dalla squadra di rugby femminile

Ilaria Solaini martedì 7 marzo 2017

Non sono soltanto le mamme dei bambini che razzolano nel fango e imparano il rispetto delle regole del rugby, e nemmeno soltanto le mogli degli uomini che razzolano nel fango e inseguono la stessa palla ovale: sono le Lady Lovers, donne e amiche, che hanno trovato un modo di stare insieme, rispettando quelle regole e inseguendo quella palla ovale, imparando a correre assieme, ad aiutarsi e sostenersi l'una l'altra.

E il Centro Iseo, dove si allenano a Milano le Lady Lovers, rinato dalle ceneri dell'incendio di matrice mafiosa avvenuto nel 2011, è soltanto il primo campo dove queste donne hanno imparato a cadere e rialzarsi insieme.

L'ultimo dei progetti a cui ha aderito la prima squadra di rugby femminile over 35 di Milano (nel senso che le giocatrici hanno più di 35 anni, ndr) è stato il lancio dello spot «Stand against violence». Il video prodotto dalla Rossofilm con la regia di Laura Chiossone, è un cortometraggio drammatico con un sorprendente happy end, pubblicato online in concomitanza con la data dell'8 marzo, festa delle donne. Le protagoniste del video sono le giocatrici di rugby della Lady Lovers di Milano, che hanno deciso di aiutare e sostenere le donne del Centro europeo di teatro e carcere (Cetec), una cooperativa sociale che offre reinserimento artistico e lavorativo a donne vittime di esclusione, isolamento, violenza, emarginazione sociale e tra loro ci sono anche ex detenute. Le Lady Lovers sono così diventate delle testimonial d'eccezione nello spot «Stand against violence»: la diffusione del video ha l'obiettivo di raccogliere donazioni per promuovere il lavoro dentro e fuori San Vittore del Cetec che da sempre si occupa di reinserimento nel mondo del lavoro delle donne che si sono sottratte a storie di violenza.

Nel video la donna vede l’uomo davanti a lei diventare improvvisamente uno sconosciuto minaccioso. Ma quando già il braccio sta per colpirla, arrivano a sorpresa le Lady Lovers, che in senso letterale placcano l’uomo e lo portano via: il femminicidio e la violenza sulle donne, insomma, si possono “placcare”, nel senso di fermare, contrastare con azioni sempre più incisive e innovative. E tanto per sgomberare il campo dai pregiudizi, questo non significa che il rugby sia uno sport violento, amicizia e solidarietà sono valori ben chiari in campo e fuori grazie alla convivialità del terzo tempo celebrato con gli avversari, dopo ogni sfida.