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Restaurata. Riapre l'abbazia di Nonantola, a sei anni dal terremoto

Redazione internet martedì 11 settembre 2018

Riapre l’abbazia di Nonantola. L'evento domenica 16 settembre, a più di sei anni dal sisma che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012, è atteso dalla comunità, da tutta la Chiesa modenese e non solo. Alle 17 è prevista la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo-abate della diocesi di Modena-Nonantola, Erio Castellucci, con altri vescovi e con il capitolo abbaziale. Primo atto della cerimonia religiosa sarà l’apertura della Porta Santa della basilica per dare avvio all’Anno Santo giubilare concesso da Papa Francesco. A seguire verranno svelate le opere d’arte restaurate nella concattedrale.

Il restauro, molto articolato, ha riguardato sia il ripristino a seguito del terremoto sia interventi per il restauro dell’edificio e delle opere d’arte. Costo: 1 milione 678mila euro, dei quali 1 milione e 200mila da fondi regionali per la ricostruzione post-sisma, 250mila con gli sms solidali destinati dal Comune all’abbazia, 130mila da fondi dell’8xmille della Cei, 80mila da istituti bancari e offerte di privati, 18mila donati da municipalità e parrocchia di Radolfzell (Germania), con cui Nonantola è gemellata spiritualmente per la custodia e la venerazione dei santi martiri Senesio e Tepompo.

“È stata anche l’occasione – spiega l’architetto Vincenzo Vandelli, progettista del restauro – di fare un’analisi di tutte le superfici della chiesa. È così che abbiamo individuato il perimetro della chiesa costruita da sant’Anselmo nell’VIII secolo, che si trova proprio sotto alla navata centrale. Spero che queste indagini possano servire in futuro per nuovi interventi”.

“L’abbazia è mancata tantissimo a tutti i nonantolani, sono stati sei anni sofferti per non poter entrare. È la chiesa più cara, ancor più delle parrocchiale, qui oltre ai matrimoni e alle cresime ci sono tante persone che passano per una preghiera semplice, per una sosta”. dice don Alberto Zironi, parroco di Nonantola e priore del capitolo della concattedrale, che aggiunge: "È importante per noi per la comunione dei santi, qui ne sono sepolti sette, per riprendere una narrazione delle loro vite”. Le sepolture sono dei papi san Silvestro I, cui è dedicata la basilica abbaziale, e sant’Adriano III, dei martiri Senesio e Teopompo, delle vergini Fosca e Anseride, oltre a san Anselmo, primo abate.

L’abbazia nasce benedettina, dal XVI secolo diventa cistercense, quindi da metà XVIII secolo è diocesi autonoma fino al 1986.