Mondo

Venezuela. I vescovi chiedono a Maduro di far entrare gli aiuti

Silvia Guzzetti giovedì 21 febbraio 2019

La Conferenza episcopale del Venezuela ha chiesto al governo di Nicolás Maduro di permettere «l’ingresso e la distribuzione» dell’assistenza umanitaria internazionale nel Paese, «evitando qualsiasi tipo di violenza repressiva».

La consegna dei soccorsi è prevista per sabato 23 febbraio, attraverso il ponte di Tienditas, che collega la colombiana Cúcuta alla città venezuelana di San Antonio Táchira. I vescovi hanno anche portato l'attenzione sull'urgenza umanitaria che vive il Paese, sottolineando che gli aiuti non servono interessi politici ma il bene della gente.

Sul luogo dove dovrebbe avvenire la consegna si è recato il leader del Parlamento e presidente autoproclamato, Juan Guaidó, alla guida di una carovana di volontari. Non è chiaro, però, come passeranno i convogli dal momento che Maduro ha fatto sbarrare con semirimorchi il ponte di Tienditas che è vigilato da un massiccio schieramento di militari. I convogli sono definiti dal presidente uno show" per giustificare un'invasione militare nel suo territorio.

E’ sempre sul versante colombiano del ponte Las Tienditas che si svolgerà domani il Venezuela Aid Live, il concerto di raccolta fondi per gli aiuti umanitari alla popolazione del Paese. L'evento, una riedizione del concerto “Live Aid” allo stadio di Wembley del 1985, è stato organizzato dal fondatore della Virgin Richard Branson per raccogliere 100 milioni di dollari in sessanta giorni per il Paese che si trova in ginocchio.

Secondo gli organizzatori sono attese 500.000 persone. Sul posto sono già arrivate 400 tonnellate di attrezzature, inclusa una impalcatura alta 16 metri. Nello spazio sono inoltre state installate undici torri sonore. Finora sono 32 gli artisti confermati. Tra questi, molti 'big' della musica in spagnolo dal madrileno Alejandro Saenz, al dominicano Juan Luis Guerra, al portoricano Luis Fonsi, interprete della hit “Despacito”. Il mega-concerto dovrebbe durare 5 ore, dalle 11 alle 16 (dalle 17 alle 22 in Italia).

Non è ancora nota invece la lista di artisti che dovrebbero partecipare al concerto organizzato dal governo di Nicolas Maduro in risposta al “Venezuela Aid Live” di Richard Branson. Alcuni musicisti hanno già annunciato che non intendono partecipare all'iniziativa, ovvero al "controconcerto" chavista che si chiama “Hands off”, ovvero “Giù le mani”.

Insomma la crisi dei due presidenti si è trasformata in crisi dei due ponti e di altrettanti concerti. Lo spettacolo bis, promosso da Maduro, si svolgerà sull’altro ponte che collega Venezuela e Colombia, l’imponente Simón Bolívar. Punto di passaggio quotidiano, quest’ultimo, di 35mila venezuelani alla ricerca di viveri e medicine nel Paese vicino. Per ora il cantante rock britannico Roger Waters si è schierato contro l'iniziativa del concerto “Venezuela Aid Live” sostenendo che "questa iniziativa non ha nulla a che fare con l'aiuto umanitario". In un messaggio attraverso il suo account Twitter, l'ex leader dei “Pink Floyd” ha sostenuto che "Branson ha fatto suo l'obiettivo degli Usa che vorrebbero impossessarsi del Venezuela".