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Polemiche negli Stati Uniti. I migranti haitiani saranno trasferiti a Guantanamo

Paolo M. Alfieri giovedì 23 settembre 2021

La base navale americana a Guantanamo, tristemente famosa per il campo di prigionia creato per i terroristi catturati dopo l’11 settembre, potrebbe presto ospitare di nuovo un centro di detenzione migranti. Secondo quanto rivelato da Nbc News, l’amministrazione Biden ha infatti pubblicato un bando di appalto per un centro in grado di ospitare in pianta stabile fino a 120 persone, ma in grado in caso di necessità «di erigere strutture temporanee per ospitare fino a 400 migranti». Inoltre, nel bando, si chiede che vengano assunti dipendenti che parlano spagnolo e creolo haitiano. La notizia del progetto di ristrutturazione alla base di Guantanamo arriva infatti mentre l’amministrazione democratica sta fronteggiando un’ondata straordinari di arrivi di migranti haitiani al confine con il Texas. I migranti sono entrati dal Messico restando bloccati per giorni in Texas, sotto un ponte che attraversa il Rio Grande.

L’amministrazione Biden ha iniziato a respingere alcuni di questi migranti, provocando le critiche e le proteste delle associazioni per i diritti umani che ricordano le condizioni di grande incertezza sociale, economica e politica in cui si vive in Haiti.

Un portavoce del dipartimento della Sicurezza Interna ha però affermato che nessuno delle migliaia di haitiani arrivati negli ultimi giorni in Texas sarà trasferiti a Guantanamo. Il portavoce inoltre ha ricordato a The Hill che il Migrant Operations Center è stato istituito «da decenni» nella base navale a Cuba per «registrare i migranti raccolti in mare». E che il bando di appalto è solo per «una normale, ristrutturazione di routine che non ha nulla a che vedere con quello che succede sul confine». Prima che Guantanamo diventasse famigerata nel mondo come la prigione dove gli Usa hanno chiuso per decenni sospetti terroristi senza processo ed incriminazioni, la base militare è stata usata per ospitare richiedenti asilo provenienti da Haiti, compresi circa 12mila migranti durante la presidenza di George Bush senior.

Si è intanto dimesso l’inviato speciale dell’amministrazione Biden a Haiti, Daniel Foote, che ha lasciato proprio in segno di protesta contro le espulsioni su larga scala dei migranti haitiani, che ritiene «disumane». «Il nostro approccio politico a Haiti resta profondamente errato e le mie raccomandazioni sono state ignorate e liquidate, quando non modificate per proiettare una narrativa diversa dalla mia», ha scritto Foote in una lettera al segretario di Stato Usa Antony Blinken. L’addio improvviso di Foote lascia un vuoto nella politica Usa relativa a Haiti e aggiunge un’altra voce critica di spicco alla risposta dell’amministrazione agli haitiani accampati in Texas al confine.