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Stati Uniti. Trovati i rottami del sottomarino Titan: «Sono tutti morti»

Giovanni Guidi giovedì 22 giugno 2023

«Crediamo che l’equipaggio del nostro sommergibile sia morto».Le ultime speranze – che si erano fatte di ora in ora sempre più flebili – di ritrovare in vita le cinque persone che viaggiavano all’interno del Titan, si sono dissolte ieri dopo il ritrovamento dei rottami del sommergibile disperso da domenica. Anche la OceanGate, la società proprietaria del batiscafo, si è dovuto arrendere alla tragedia. La svolta è arrivata quando il robot schierato per setacciare gli abissi dell'oceano a caccia del sottomarino ha rinvenuto il telaio di atterraggio del batiscafo e la sua parte posteriore. Con molta probabilità, spiegano gli esperti, il veicolo è imploso istantaneamente – appena persi i contatti – forse a causa di un cedimento strutturale dovuto alla pressione o a un malfunzionamento. La Guardia costiera Usa ha parlato di una «catastrofica perdita di pressione» compatibile con il ritrovamento di cinque rottami del piccolo sommergibile, a circa 500 metri del Titanic.

La gelata sulle poche speranze ancora rimaste di ritrovare il veicolo e i suoi passeggeri ancora in vita è arrivata con il tweet della Guardia Costiera americana intorno alle 11.55 locali - le 17.55 italiane - sul ritrovamento dei detriti. Un cinguettio di poche parole con il quale le autorità, pur non sbilanciandosi in dichiarazioni e annunci ufficiali, hanno di fatto lasciato intendere che per i cinque facoltosi avventurieri amanti del Titanic ormai non c'era più alcuna speranza.

Al quarto giorno di affannose ricerche, le chance di riuscire a salvare l'equipaggio erano già ridotte al lumicino considerato il freddo gelido e l'ossigeno nel veicolo molto probabilmente esaurito. Nonostante questo i ricercatori, complice il bel tempo, hanno continuano senza sosta e con un'urgenza sempre maggiore la loro attività, affiancati da personale medico specializzato con al seguito una camera iperbarica in grado di contenere sei persone, pronta all'uso qualora ci fosse stato il ritrovamento. Le autorità costiere americane e canadesi sono state affiancate da quelle del Regno Unito. Londra ha inviato un aereo militare della Raf con equipaggiamento specializzato.

Un dispiegamento di forze straordinario che però non ha potuto nulla per salvare la vita all'amministratore delegato di OceanGate Stockton Rush, al miliardario britannico Hamish Harding, al francese Paul-Henry Nargeolet e all'uomo d'affari pachistano e a suo figlio Shahzada e Suleman Dawood. La famiglia del miliardario britannico si è lanciata contro la OceanGate, «colpevole di aver diramato l’allarme dopo troppo tempo».