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Ucraina. Droni russi su Kharkiv. Sterminate due famiglie e uccisi tre bambini

Giacomo Gambassi sabato 10 febbraio 2024

«Presumiamo che la madre abbia abbracciato i suoi bambini e li abbia stretti a sé». Il capo del dipartimento investigativo di Kharkiv, Serhiy Bolvinov, racconta la morte di un’intera famiglia in base agli elementi raccolti. Una donna, il marito e i loro tre figli di 7 mesi, 6 e 7 anni. I cadaveri che i vigili del fuoco hanno trovato in mezzo alle macerie della loro villetta e alla fuliggine erano carbonizzati. Avvolti dalle fiamme provocate dallo sciame di droni inviati da Mosca la notte scorsa su Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, nell’est del Paese, a cinquanta chilometri dal confine con la Russia. Dieci quelli che hanno colpito la metropoli su 31 lanciati in contemporanea sull’intero Paese.

Le fiamme che avvolgono le case di Kharkiv dopo l'attacco dei droni russi - Ansa

A Kharkiv i velivoli kamikaze hanno preso di mira un deposito di carburante e hanno causato un enorme incendio che si è propagato alle abitazioni. Quindici quelle che hanno preso fuoco in via Kotelnaya. «Il diesel e la benzina mescolati alla neve e la strada in pendenza hanno contribuito a provocare l’inferno. Gli abitanti che sono morti non hanno avuto neppure la possibilità di uscire nei cortili. Anche le auto parcheggiate hanno preso fuoco», spiega ancora Bolvinov. Nel deposito si trovano 3.800 tonnellate di carburante.

La devastazione delle case a Kharkiv dove sono morte sette persone per un raid di droni russi - Reuters

Complessivamente sono sette le vittime. Tutte nella stessa via. In una casa sono rimasti uccisi marito e moglie di 66 e 65 anni. Poi lo sterminio della famiglia con i tre piccoli. «La temperatura nell’abitazione era così alta che il corpo di uno dei bambini è stato ridotto in cenere. E ciò che gli addetti hanno assemblato è stato portato all’obitorio per gli esami», aggiunge il referente delle indagini. Il cadavere del padre era nel corridoio, mentre la madre si era rifugiata in bagno con i figlioletti. I soccorritori sono riusciti a salvare quattro persone nelle case attigue, fra cui un altro bambino. E sono almeno cinquanta le persone del quartiere evacuate. «Tutte senza più casa, documenti e soldi», dicono le autorità locali. Nella scuola dell'agglomerato è stato allestito un centro di prima accoglienza. «Sono vivo per miracolo – racconta ai media uno dei proprietari delle villette distrutte –. Appena ho sentito il forte ronzio dei droni sono scappato. Ho corso per strada e mi sono nascosto».

Le fiamme che avvolgono le case di Kharkiv dopo l'attacco dei droni russi - Ansa

I video girati nella notte mostrano una colonna di fiamme e fumo alta qualche decina di metri che si alzava in cielo e rompeva l’oscurità. «La realtà parla sempre più forte di qualsiasi parola – denuncia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui social –. Un’intera famiglia è rimasta uccisa in un incendio la scorsa notte a seguito di un attacco russo su Kharkiv utilizzando i droni Shahed. I genitori e i loro tre figli sono stati uccisi. Oleksiy, il figlio maggiore, aveva sette anni; Mykhailo, il figlio di mezzo, aveva sei anni; e Pavlo, il figlio minore, aveva solo sette mesi. Questi bambini non avevano ancora visto la vita». E prosegue: «È fondamentale rendersi conto che questo terrorismo non può rimanere impunito o rimanere senza una risposta giusta. La Russia deve essere ritenuta responsabile di ogni vita che ha rovinato».

La devastazione delle case a Kharkiv dove sono morte sette persone per un raid di droni russi - Reuters

La Russia ha rivendicato l’attacco fornendo la sua versione. Secondo il coordinatore della resistenza filorussa Nikolaev Sergei Lebedev, il raid al deposito «è stato sferrato nel momento in cui c’era la quantità massima di carburante. Sono stati danneggiati anche i magazzini accanto e una certa quantità di attrezzature». Poi la precisazione che vuole essere un’attenuante: «Le forze russe hanno attaccato uno degli edifici vicini al deposito dove era di stanza il personale militare ucraino». Sempre stando al dispaccio russo, «nella regione di Kharkiv è stato colpito anche un locale dove si stava svolgendo una festa di ufficiali ucraini in onore della nomina di Alexander Syrsky a nuovo comandante in capo».