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Ucraina. Violenze a Kiev, chiesti all'Ue 20 miliardi

mercoledì 11 dicembre 2013

Tensione a Kiev nella notte. Centinaia di poliziotti in assetto antisommossa hanno preso d'assalto piazza dell'Indipendenza (Maidan Nezalezhnosti), cuore delle manifestazioni europeiste organizzate dall'opposizione e a cui dal 21 novembre partecipano ogni giorno migliaia di persone. In mattinata, poi, le "teste di cuoio" hanno tentato di irrompere nel municipio occupato, ma i dimostranti non gli hanno neanche consentito di uscire dai blindati e sono state costrette a fare dietrofront mentre alcuni manifestanti stanno già ricostruendo le barricate abbattute nella notte.

Usa: violenza inammissibile. Quanto è successo la scorsa notte con i manifestanti è assolutamente inammissibile in una società democratica. È quanto il sottosegretario agli Esteri Usa, Victoria Nuland, in missione a Kiev, ha "chiaramente spiegato" al premier ucraino Viktor Ianukovich.

La richiesta all'Ue: 20 miliardi.Per poter firmare l'accordo di associazione e libero scambio con l'Ue appena congelato dal presidente Viktor Yanukovich, il governo dell'Ucraina chiede all'Unione aiuti finanziari per 20 miliardi di euro: lo ha annunciato il primo ministro Mykola Azarov durante una seduta di gabinetto, ritrasmessa dalla televisione nazionale. Il patriarca: moratoria sull'uso della forza. Duro il monito sulla crisi in Ucraina del patriarca ortodosso di Kiev, Filarete, che in un comunicato ha esortato al dialogo governo, opposizioni e società civile, chiedendo una "moratoria sull'uso della forza" e auspicando una rapida firma dell'accordo di associazione con l'Ue. L'uso della forza, ha avvertito, "avrebbero il solo risultato di radicalizzare le proteste e di far scivolare il Paese in un conflitto civile totale". Alla guida del Patriarcato di Kiev dai primi anni '90, quando si separò da quello di Mosca in seguito alla dissoluzione dell'Urss, l'84enne Filarete ha aperto alle richieste dei manifestanti pro-Ue: "Considerato che la ragione iniziale per le proteste è stata il rinvio della firma dell'Accordo di associazione e libero scambio con l'Unione Europea", ha scritto nella nota, "l'uscita più ragionevole dalla crisi consiste in una rapida conclusione dei negoziati e nella firma del trattato".