Mondo

La ripartenza. Turismo, l'Europa prova a salvare la stagione

Paolo M. Alfieri martedì 19 maggio 2020

La spiaggia deserta di Caleta de Sebo alle Canarie

Non solo l’Italia: in quasi tutta Europa le misure di restrizione alla circolazione si allentano, mentre già si prova a coordinare le misure per la riapertura delle frontiere intracomunitarie, con una videoconferenza a livello di ministri degli Esteri tenutasi ieri durante la quale il titolare della Farnesina Luigi Di Maio ha definito «inammissibile» una «blacklist tra Paesi europei». L’appuntamento è stato organizzato dalla Germania, che ha invitato i rappresentanti di Italia, Spagna, Austria, Grecia, Croazia, Portogallo, Malta, Slovenia, Cipro e Bulgaria, Paesi che rappresentano le mete privilegiate dei tedeschi in vacanza. La Germania, ha sottolineato il ministro degli Esteri Heiko Mass, non è favorevole ad accordi bilaterali, ma propende per «un processo coordinato e trasparente» nell’Ue, in vista della ripresa del turismo in Europa. «Molti Paesi chiedono soluzioni bilaterali veloci con la Germania», ma questo non sarebbe in linea con lo «spirito europeo», ha affermato Mass, secondo cui «vi sono buone possibilità che potremo fare le vacanze non solo all’interno del nostro Paese, ma anche nel resto d’Europa». Maas ha aggiunto che si è discusso di come «armonizzare e concordare» le procedure di viaggio e che «è ancora presto per dire in quali Paesi si possano passare le vacanze estive», ma la Germania spera di «eliminare le limitazioni di viaggio vigenti entro il 15 giugno, sostituendole con specifiche avvertenze per determinati Paesi». Di Maio ha sottolineato che «i corridoi turistici, tramite accordi bilaterali, sono contro lo spirito dell’Unione Europea». In Italia, ha proseguito, dal 3 giugno «ci si potrà muovere tra le regioni e a tal proposito siamo pronti ad accogliere in sicurezza cittadini europei che vogliono passare le loro ferie in Italia, come ogni anno. Le nostre strutture sono pronte, preparate e all’avanguardia».

Mentre Londra imporrà la quarantena di 14 giorni per qualunque arrivo, dagli altri Paesi europei non arrivano indicazioni in tal senso. Anche Parigi parla di frontiere di Schengen da riaprire senza più bisogno di quarantena. «Non abbiamo mai imposto divieti di circolazione verso l’Italia, non è mai stata chiusa la frontiera – ha detto ieri il presidente francese, Emmanuel Macron, al termine dei suoi colloqui con Angela Merkel –. Ci sarà una stagione turistica in Europa». Ci vorranno però almeno altre cinque settimane prima che la Spagna riapra le sue frontiere ai turisti. Il ministro dei Trasporti José Luis Ábalos ha auspicato che le attività turistiche possano riprendere «alla fine di giugno». In Francia si è appena registrato il primo fine settimana di libertà, anche se «condizionata». Centinaia di spiagge sono state riaperte, seppur con rigidi divieti. Mentre è consentito fare il bagno, non lo è restare sdraiati al sole o fare picnic. Preoccupano i contagi registrati in una settantina di scuole, tra asili ed elementari, nuovamente chiuse a causa dei casi di coronavirus. Ieri è comunque proseguito il ritorno a scuola di alcuni alunni delle superiori.

Anche in Grecia le spiagge pubbliche sono state riaperte. È un passo ritenuto decisivo per salvare l’industria del turismo, nel Paese che rischia la peggiore recessione dell’Ue. Sì quindi a nuoto e sedie a sdraio, ma niente sport di gruppo e ristorazione. Il governo, nel frattempo, valuta la riapertura di bar e ristoranti il 25 maggio. In Germania ancora un focolaio di coronavirus in un grande macello: sono risultati positivi 92 dipendenti di un impianto per la lavorazione della carne a Dissen, in Bassa Sassonia. Riapertura per bar e ristoranti ieri in Danimarca: limitata a 10 persone la presenza all’interno dei locali. Riapertura anche per scuole medie e licei, dopo che già a metà aprile erano riprese le attività di asili e scuole elementari. Mentre in Gran Bretagna il premier Boris Johnson ha ribadito l’obiettivo di iniziare ad aprire le scuole dal primo giugno, il Belgio da ieri è entrato nella fase 2: hanno riaperto parrucchieri, musei e biblioteche. Permesse le attività sportive all’aperto senza contatto fisico in gruppi di massimo 20 persone, cominciata un’apertura graduale delle scuole. È diventata invece un caso politico la contestazione subita sabato dalla premier Sophie Wilmes in un ospedale di Bruxelles. Medici e infermieri del Saint Pierre le hanno infatti voltato le spalle, un gesto clamoroso per sottolineare il dissenso sulla gestione dell’emergenza coronavirus.