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MEDIO ORIENTE. La Turchia chiude i cieli ai voli militari israeliani

lunedì 5 luglio 2010
La Turchia ha chiuso il suo spazio aereo ai voli militari israeliani. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu. Il capo della diplomazia di Ankara ha anche minacciato la rottura dei rapporti diplomatici con Israele se non giungeranno scuse per il raid contro la Freedom Flotilla. Gli israeliani hanno tre opzioni, ha detto Davutoglu, citato dal quotidiano Hurriyet: «Possono scusarsi o accettare una inchiesta internazionale imparziale e le sue conclusioni. Altrimenti i nostri rapporti diplomatici verranno tagliati».«Abbiamo mostrato loro la strada d'uscita - ha detto Davutoglu, parlando ieri ai giornalisti turchi durante una visita in Kirghizistan - Se si scuseranno sulla base dei risultati delle conclusioni della loro indagine, per noi va bene». «Sono consapevoli delle nostre richieste. Se non vogliono scusarsi, devono accettare un'indagine internazionale», ha proseguito il ministro turco parlando degli israeliani. Davutoglu ha lasciato intendere che la Turchia potrebbe decidere altre misure contro Israele: «Se non verranno intrapresi passi, il processo d'isolamento continuerà». «Lo spazio aereo turco è totalmente chiuso agli aerei militari israeliani. Questo bando non viene imposto caso per caso. È un bando globale», ha dichiarato.LA RISPOSTA DI ISRAELEIsraele non intende scusarsi con la Turchia per il mortale raid della sua marina militare a una nave turca di attivisti filopalestinesi, nove dei quali sono stati uccisi, il 31 maggio scorso. Le scuse sono una delle richieste espressamente avanzate dalla Turchia il cui ministro degli esteri ha detto che senza le scuse richieste le relazioni diplomatiche con Israele, ex-alleato strategico, saranno rotte. Il ministro israeliano degli Esteri, Avigdor Lieberman, ha escluso di scusarsi con la Turchia per il raid contro la Freedom Flotilla. «Non abbiamo alcuna intenzione di scusarci. Pensiamo sia vero il contrario», ha detto Lieberman, che si trova in visita a Riga, in Lituania. Le sue dichiarazioni sono giunte dopo che il suo collega turco Ahmet Davutoglu ha minacciato di rompere le relazioni diplomatiche con Israele se non vi saranno scuse per il raid. Secondo Lieberman, a questo punto lo stato dei rapporti bilaterali dipende solo dalla Turchia. Già la settimana scorsa il primo ministroisraeliano Benyamin Netanyahu aveva escluso le scuse da parte d'Israele.LA PREOCCUPAZIONE DI FRATTINIIl ministro degli Esteri Franco Frattini si è detto "preoccupato" a causa della minaccia della Turchia di «rompere le relazioni» con Israele per le mancate scuse dello Stato ebraico dopo il blitz alla flottiglia umanitaria che causò nove morti. Il titolare della Farnesina ha poi annunciato che «nelle prossime settimane» entrerà a Gaza con una delegazione di ministri degli Esteri della Ue. «Credo - ha detto Frattini - che dobbiamo aspettare l'esito dell'inchiesta avviata e chiedere esattamente che cosa è successo anche dalla voce degli esperti internazionali, tra cui un premio Nobel, associati all'inchiesta avviata da Israele sulla vicenda della flottiglia. Poi evidentemente si potrà parlare del resto».