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Stati Uniti. Riprendono le esecuzioni federali. Gli analisti: mossa elettorale di Trump

Paolo M. Alfieri giovedì 25 luglio 2019

Una manifestazione contro la pena di morte negli Stati Uniti (Ansa)

L'amministrazione Trump ha annunciato ieri la ripresa delle esecuzioni capitali di persone condannate da tribunali federali, dopo una moratoria durata 16 anni. In un comunicato, il dipartimento della Giustizia ha riferito che il titolare del Dipartimento stesso, William Barr, ha chiesto di programmare le esecuzioni di cinque detenuti condannati per omicidio in una prigione federale dell’Indiana. La prima esecuzione è fissata per il 9 dicembre.

«Il Congresso ha espressamente autorizzato la pena di morte attraverso la legislazione adottata dai rappresentanti del popolo in entrambe le camere del Congresso e firmata dal presidente», ha detto Barr. «Il dipartimento di Giustizia sostiene lo stato di diritto e dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie l’esecuzione delle sentenze imposte dal nostro sistema giudiziario».

La decisione avrà effetto solamente sul sistema di giustizia federale, poiché gli Stati Usa decidono autonomamente se adottare la pena di morte. Sebbene l’ultima condanna a morte nel sistema di giustizia federale sia stata eseguita nel 2003, la magistratura federale ha continuato a chiedere condanne alla pena capitale. Il dipartimento della Giustizia ha adottato un nuovo protocollo di iniezione letale: si passerà dall’iniezione di tre farmaci all’utilizzo del solo Pentobarbital, conseguenza del fatto che molti Stati hanno avuto problemi a reperire tutti i farmaci richiesti.

La ripresa delle esecuzioni – una mossa elettorale secondo diversi analisti – è in contrasto con le moratorie adottate da vari Stati della federazione. A marzo, in un tweet, il presidente Usa Donald Trump aveva scritto: «Contravvenendo» al volere degli elettori «il governatore della California sospenderà tutte le esecuzioni dei 737 detenuti nei bracci della morte. Gli amici e le famiglie delle vittime non sono contenti, e neanche io». Trump aveva così criticato la moratoria sulla pena di morte decisa dal governatore californiano Gavin Newsom.

Nel novembre 2017, Trump aveva invece invocato la pena di morte per Sayfullo Saipov, autore di un attentato a New York. Quattro mesi dopo, il presidente Usa aveva parlato anche di pena capitale per i trafficanti di droga. Due mesi fa il New Hampshire è diventato il 21esimo stato Usa ad abolire la pena di morte: il New Hampshire, dove l’ultima esecuzione risaliva comunque al 1939 e che aveva un solo detenuto nel braccio della morte, era rimasto l’ultimo stato del New England a prevedere la pena capitale.