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Stati Uniti. Trump spiazza tutti: «Voglio testimoniare contro Comey»

Elena Molinari, New York sabato 10 giugno 2017

Donald Trump parte all'attacco dell'ex capo Fbi James Comey (Ansa/Ap)

Il presidente Donald Trump è pronto al «cento per cento» a testimoniare «sotto giuramento» sui suoi incontri con James Comey, che il presidente statunitense accusa di aver mentito alla commissione intelligence del Senato. «Molte delle cose che ha detto non sono vere. E in gran parte ha confermato quello che avevo detto io», ha risposto ieri il capo della Casa Bianca a chi gli chiedeva un commento sull’esplosiva audizione dell’ex direttore del Fbi, da lui licenziato il 9 maggio scorso, che ha raccontato al Congresso di pressioni subite dal leader Usa affinché abbandonasse un’inchiesta federale.
«Nessuna collusione. Nessuna ostruzione della giustizia. Comey è una talpa, una gola profonda», è stata l’interpretazione della lunga sessione di domande e risposte subita da Comey giovedì. Per Trump la testimonianza di Comey dunque è una «rivincita», ma anche un’opportunità di rivalsa. La soddisfazione del tycoon nasce dalla conferma di Comey che il presidente repubblicano non era sotto inchiesta al momento del suo siluramento. Ma anche all’ammissione dell’ex numero uno del Bureau di aver fatto arrivare alla stampa il contenuto di una conversazione con Trump. Ieri infatti Marc Kasowitz, l’avvocato personale di Trump, ha annunciato un esposto al dipartimento della Giustizia contro l’ex direttore del Fbi per «divulgazione di notizie non autorizzata».

Anche Kushner sarà sentito in Senato

La Commissione intelligence del Senato, intanto, vuole sentire anche Jared Kushner alla fine di giugno o inizio di luglio. Al genero e consigliere del presidente è stato chiesto di consegnare documenti sui suoi incontri con funzionari russi e poi di comparire in Congresso. Un'ulteriore approfondimento sul Russiagate.
L’audizione, che dovrebbe tenersi a porte chiuse, avvicinerebbe le indagini alla Casa Bianca. Il marito di Ivanka Trump sarà probabilmente ascoltato anche dal Federal Bureau, viste le sue interazioni con l’ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn, al centro dell’inchiesta. Sia Fbi che Congresso vogliono fare luce sui possibili legami tra Kushner e la Russia, in particolare sull’incontro tra il genero di Trump e Sergeij Gorkov, capo della Vnesheconombank (Veb), una banca di proprietà dello Stato russo con forti legami con l’intelligence e oggetto di sanzioni da parte degli Usa, durante la transizione tra l’amministrazione Obama e l’attuale.