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LA FEDE NEGATA. Terrore in Iraq: altri 3 cristiani assassinati dagli estremisti

Lorenzo Fazzini martedì 28 aprile 2009
Ancora sangue e violenza contro la già martoriata minoranza cristiana in I­raq. Tre cristiani sono stati uccisi domenica sera in diversi attacchi a Kirkuk, città nel nord del Paese: a­zioni che la polizia locale non esi­ta a definire «atti terroristici». Ma dalla sparuta presenza cristiana nell’ex feudo di Saddam ( oggi l’ 1,5% della popolazione, fino al 2003 si era al 3%) arrivano anche notizie di speranza: da oggi si riu­nisce il Sinodo della Chiesa Caldea e venerdì si terrà l’ordinazione sa­cerdotale di tre nuovi preti di que­sta antica comunità cattoli­ca. Proprio alla condizione dei cristiani in Iraq sarà dedica­to il prossimo sinodo caldeo che si tiene nel seminario di Ankawa a Erbil: qui, fino a fi­ne mese, si riuniranno 15 ve­scovi del Paese. A dare la no­tizia del triplice assassinio è stato monsignor Shlemon Wardu­ni che all’agenzia Sir ha parlato di «due donne caldee e di un siro-or­todosso » caduti in diverse azioni terroristiche, in cui ci sono stati an­che «diversi feriti». Il primo ad es­sere assassinato dai terroristi è sta­to Youssef Chaba, un siro-ortodos­so dipendente della Compagnia petrolifera del Nord, assalito in ca­sa propria a Kirkuk. Gli assalitori hanno ucciso l’uomo e ferito i suoi due figli, Bassel e Samer, che – ri­ferisce AsiaNews – non versano in condizioni preoccupanti. Pochi mi- nuti dopo – ha precisato il coman­dante della polizia locale Adnane Abdallah – in un’altra azione sono state ammazzate Nouna Latif Daoud e Susan Latif, sua nuora, pu­re loro aggredite nella propria abi­tazione. Qui i terroristi hanno spa­rato e poi infierito sulla vittima a colpi di pugnale, uccidendo que­sta madre, sua nuora e ferendo la figlia di Nouna. A presiedere i funerali delle vittime del nuovo gesto anticristiano è sta­to l’arcivescovo caldeo di Kirkuk, Louis Sako. «Si tratta di vigliacchi crimini terroristici » ha dichiarato il presule, che ha poi proseguito: «Persone innocenti che non han­no alcun legame con la politica e non hanno mai offeso nessuno so­no state uccise dai terroristi nelle loro case solo perchè cristiane». Al tempo stesso monsignor Sako ha avuto parole dure nei confronti dei politici iracheni: «Sembra che la violenza sia ritornata tra noi, han­no perso la loro chance » ha ag­giunto il presule, parlando davan­ti a oltre 600 persone di diverse co­munità (caldei, caldei, turkmeni, a­rabi e musulmani), riunitisi per o­norare queste nuove vittime del terrorismo di matrice islamica. Il dolore dei parenti delle tre vittime cristiane durante il funerale che è stato celebrato nella città di Kirkuk dall’arci­vescovo Louis Sako (Epa» Le autorità pubbliche di Kirkuk, in­fatti, e alcuni leader cristiani han­no manifestato notevoli sospetti sul fatto che il triplice omicidio sia opera dei ribelli sunniti legati ad al- Qaeda. « Siamo davanti ad at­tacchi commessi dai fondamenta­listi di al- Qaeda che non rubano soldi o gioielli, ma uccidono solo in nome della religione» ha com­mentato Yashor Benyamin, un at­tivista cristiano di Kirkuk. Secon­do un funzionario della polizia del­la città, Anwar Qadir, tali fatti sem­brano il tentativo di al-Qaeda di vo­ler rinfocolare scontri interetnici e interreligiosi. Nei giorni scorsi l’I­raq ha visto una nuova impennata di violenza (150 vittime in soli due giorni), in coincidenza con l’arre­sto (confermato domenica anche dal premier al-Maliki) di Abu Omar al-Baghdadi, leader di un’alleanza terrorista con a capo al-Qaeda.