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GIAPPONE. ​Fukushima, la Tepco ammette: «Acqua radioattiva in mare»

lunedì 22 luglio 2013
La Tepco, il colosso giapponese che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, per la prima volta ha ammesso che acqua sotterranea radioattiva è fuoriuscita in mare, alimentando i timori per una contaminazione dell'oceano. Solo il mese scorso l'azienda elettrica aveva fatto sapere di aver riscontrato livelli molti più alti di cesio 134 negli elementi analizzati ma che la falda sotterranea era contenuta da cemento armato e acciaio. «Ora però crediamo che acqua contaminata sia fuoriuscita nel mare», ha ammesso un portavoce della Tepco, precisando tuttavia che i dati sull'acqua di mare non mostravano un innalzamento anormale nei livelli di radioattività. «È abbastanza scioccante. La spiegazione è totalmente diversa da quella data in passato», ha commentato il presidente delle Cooperative di pescatori per la prefettura federale di Fukushima, Tetsu Nozaki. Per contrastare il fenomeno, l'azienda ha annunciato che aumenterà gli sforzi per ridurre l'acqua sotterranea consolidando il suolo intorno al porto. Il rischio è che, una volta nell'oceano, le sostanze radioattive compromettano non solo la vita marina ma anche gli umani che vi si cibano. La pesca intorno a Fukushima è stata fermata e il governo ha messo al bando la produzione di carne di mucca, latte, funghi e verdure nelle zone circostanti.Alcuni mesi fa, in un bacino all'interno dell'impianto di Fukushima era stato catturato un pesce che presentava livelli di radiazioni più di 2.500 volte al di sopra del limite legale. La settimana scorsa, la Tepco aveva ammesso che circa 2mila persona che lavorarono alla centrale, nei giorni e nelle settimane seguenti al disastro nucleare del marzo 2011, sono stati esposti a livelli tali di radiazioni che ora rischiano il cancro alla tiroide. Il dato era 10 volte superiore alla stima precedente e è arrivato dopo che l'azienda era stata pesanetemente criticata per aver fornito dati troppo ottimistici.