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IL BRACCIO DI FERRO. Teheran rilancia ancora: nuovo sito per l'uranio

Paolo M. Alfieri martedì 17 agosto 2010
Incurante delle nuove sanzioni varate a giugno dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’Iran proseguirà nell’ampliamento delle sue capacità di arricchimento dell’uranio. Vanno in questa direzione le ultime dichiarazioni di Akbar Salehi, capo dell’Organizzazione atomica iraniana, giunte ieri in vista della ripresa dei colloqui con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) riguardo all’accordo sullo scambio di combustibile.Il successo di questi colloqui potrebbe aprire la strada a negoziati più ampi con l’Iran, ma funzionari occidentali hanno sollevato dubbi ora che l’Iran ha iniziato il 20% di arricchimento ed ha aumentato le sue scorte di uranio impoverito. Altri impianti di arricchimento, annunciati da Salehi, potrebbero complicare ulteriormente i colloqui. Tanto è vero che Parigi ha subito espresso la «profonda preoccupazione» della comunità internazionale. «Se dovesse essere confermata, questa decisione sarebbe una  nuova violazione da parte dell’Iran dei suoi obblighi nei confronti delle risoluzioni dell’Onu», ha dichiarato Christine Fages, vice portavoce del ministero degli Esteri francese.Da parte sua Salehi ha detto che l’Iran ha identificato i siti adatti alla costruzione di dieci nuovi impianti di arricchimento e potrebbe iniziare a lavorare su uno di essi da marzo. «La ricerca di località per la costruzione di dieci nuovi impianti di arricchimento ora è finita - ha spiegato Salehi – La costruzione di uno di questi siti partirà alla fine di questo anno (iraniano) o all’inizio del prossimo». L’anno iraniano finisce il 20 marzo.L’Iran ha annunciato la settimana scorsa che la sua prima stazione per l’energia atomica, l’impianto costruito dai russi a Bushehr, entrerà in funzione sabato dopo anni di rinvii. Washington sostiene che l’aiuto da parte della Russia dimostra che l’Iran non ha bisogno di «una capacità locale di arricchimento se le sue intenzioni sono pacifiche». Ma Salehi ha respinto questa affermazione come «non scientifica», sottolineando che la posizione dell’Iran è che sia un proprio diritto di sovranità arricchire l’uranio ad ogni livello desiderato.L’Iran sta già arricchendo l’uranio nella centrale di Natanz, mentre un nuovo impianto è in costruzione all’interno di una montagna nei pressi della città santa sciita di Qom, circa 150 chilometri a sud di Teheran. Salehi ha fatto sapere che qualsiasi nuova centrale sarà costruita in siti che non potranno essere bombardati da attacchi aerei, ma non ha specificato dove sarà collocato il terzo impianto.Il 9 giugno scorso il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato la quinta risoluzione sull’Iran, in cui chiede alla Repubblica islamica di sospendere le sue attività di arricchimento dell’uranio e impone nuove sanzioni contro Teheran. Ma da parte del regime è sfida aperta. Una legge firmata ancora ieri dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e precedentemente approvata dal Consiglio dei Guardiani e dal Parlamento prevede che l’Iran coopererà con l’Aiea solo nell’ambito del Trattato di non proliferazione (Tnp) nucleare. In base alla nuova legge, il governo non potrà più adempiere alle richieste che esulano dal Tnp.La nuova norma contiene inoltre una direttiva secondo cui l’Iran dovrà obbligatoriamente proseguire con l’arricchimento dell’uranio al 20% per alimentare il reattore vicino Teheran dove, secondo le autorità iraniane, vengono eseguite ricerche sugli isotopi nucleari a scopi medici.